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Mandala-Labirinto

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“ Nel labirinto non ci si perde.

Nel labirinto ci si trova.

Nel labirinto non si incontra il Minotauro.

Nel labirinto si incontra se stessi …”

H.Kern

Il labirinto è un simbolo universale apparso in varie culture, in epoche diverse e in più luoghi: Perù, Egitto, India, Grecia etc.

I primi esemplari risalgono a 3500 anni fa e avevano valore mitologico, erano realizzati su roccia, su tessuto o con sassi sul terreno. In seguito furono costruiti labirinti a mosaico policromo e inseriti nei luoghi di culto o ripresentati nei parchi e nei giardini.

Originariamente gli aspetti del mondo umano, materiale e spirituale, era spiegati attraverso i miti espressi in termini archetipici: eroe, dea, messaggeri, ombre, demoni, angeli … Il mito più famoso che narra del labirinto è quello di Teseo, eroe ateniese, uccisore del Minotauro, creatura con il corpo di uomo e la testa di toro, imprigionato nel labirinto di Minosse a Creta e al quale il re cretese sacrificava i giovani ateniesi.

La natura realizzativa del labirinto ha permesso il suo perpetuarsi attraverso le ere. Più il labirinto è semplice, più il suo disegno sembra inestricabile, ma quando se ne comprende il dipanarsi, allora si può riprodurre lo schema fedelmente all’infinito.

Queste costruzioni appaiono formate da innumerevoli circonvoluzioni che hanno lo scopo di ingannare chi li percorre. Sono composti da un’entrata, da sentieri tortuosi delineati da pareti e da un centro.

Percorrere un labirinto, tanto con gli occhi che con il dito se è disegnato in un Mandala, o percorrerlo a piedi se tracciato nel terreno, costituisce un esercizio stimolante sia per il corpo che per lo spirito.

Possiamo infatti considerare la vita stessa come un labirinto di cui l’uomo deve possedere una mappa per raggiungere il suo centro.

Il labirinto conduce all’interno di se stessi, verso una sorta di santuario interiore e nascosto, nel quale si trova la parte più misteriosa della persona umana. Questo “tesoro” non può essere raggiunto dalla coscienza altro che in seguito a lunghi giri, dove l’uomo deve esercitare sia le sue capacità analitiche, sia la sua creatività, fino all’intuizione finale dove tutti si semplifica come per una illuminazione. E’ in questo luogo segreto che si trova l’unità perduta dell’essere che si era dispersa.

L’arrivo al centro del labirinto, come al termine di una iniziazione, introduce in una dimora invisibile che gli artisti hanno sempre lasciato nel mistero, o meglio che ciascuno poteva immaginare secondo il proprio intuito.

Il labirinto diventa così un luogo di scoperta e di crescita. Invita al viaggio per trovare un centro. Penetrarlo, accedervi, significa accettare di perdersi per cercare di scoprirsi. Si tratta di un cammino iniziatico, di un viaggio simbolico in se, attraverso se e per se. Esso si fonda sul concetto che l’uomo possiede dentro di sé il vero bene e il bello, che li ha dimenticati, ma che può ri-trovarli.

Il labirinto sarebbe una combinazione dei due motivi della “spirale” e della “treccia” ed esprimerebbe la volontà di rappresentare l’infinito sotto i due aspetti che esso riveste per l’immaginazione dell’uomo; cioè l’infinito perpetuamente in divenire della spirale e l’infinito dell’eterno ritorno raffigurato dalla treccia. Più il viaggio è difficile, più gli ostacoli sono numerosi e ardui, più l’adepto si trasforma e nel corso di questa iniziazione itinerante acquista un nuovo sé.

La figura base per la costruzione di un labirinto è la croce. Per poter creare graficamente un labirinto classico, occorre disegnare una croce come nella figura sottostante e quattro punti al centro di ognuno dei quattro angoli.

Vi sono due tipi di labirinti: uno sinistrorso che si svolge da destra a sinistra

Labirinto sinistrorso

E l’altro destrorso con andamento da sinistra a destra.

Labirinto destrorso

I labirinti possono avere da tre a quindici circonvoluzioni.

Per creare il Mandala da percorrere inserite il labirinto in un quadrato inscritto nel cerchio, come nelle figure qui sotto. Il mandala con il labirinto sinistrorso serve per preparare la mente a risolvere quesiti ove occorrano ragionamento e logica.

Quello con il labirinto destrorso è utile da percorrere per fornire un aiuto alla mente per situazioni che richiedono una buona dose di intuitività e creatività.

Il Mandala va disegnato a mano, colorato e percorso per qualche minuto con l’indice seguendo accuratamente il tracciato.