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Il silenzio, il tempo , il Mandala …

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Il tempo e il silenzio sono due variabili molto importanti nel lavoro con i Mandala.

Il silenzio è un aspetto centrale, essenziale direi perché solo il silenzio intorno a noi ci permette l’ascolto del nostro pensiero più intimo.

Intendo parlare di assenza di parole, il silenzio che nasce dall’isolamento dagli altri, e non, quello dei suoni che possono invece essere, per qualcuno, una buona compagnia durante l’atto creativo.

Costruendo o colorando un Mandala noi cerchiamo e favoriamo sempre anche il silenzio dei nostri pensieri in movimento per andare all’ascolto delle emozioni più nascoste e profonde.

Disegnare un Mandala, proprio per le caratteristiche tipiche della sua forma circolare favorisce, infatti, uno stato mentale simile a quello della meditazione dove, cioè, si fa spazio nella nostra mente e noi possiamo sentirci centrati su un punto che è al nostro interno e che ci fa sentire in contatto con il Sé profondo.

Non dobbiamo fare altro che ascoltare, nel silenzio, questa guida interna per sapere ciò che la totalità interiore, il Sé, ci suggerisce di fare per vivere fino in fondo il nostro personale destino, che è il risultato più significativo che ognuno di noi può raggiungere.

Colorando permettiamo al nostro pensiero di essere libero da qualunque contenuto specifico, i pensieri verranno e se ne andranno da soli, come nuvole leggere su un azzurro cielo primaverile, lasciando che siano le forme del Mandala e i colori ad attrarre la nostra attenzione ed energia.

Il tempo che utilizzeremo deve essere tutto quello che ci serve; indicativamente un’ora è sufficiente per colorare un Mandala di quelli già in commercio, ma questa è una indicazione molto soggettiva. L’unica cosa da tener presente è che il Mandala è finito quando sentiamo di averlo colorato tutto, nel senso di averlo completato nei suoi colori.

Se invece volete disegnare un Mandala personale dovete immaginare di impiegare almeno il doppio del tempo. Sarebbe, perciò, preferibile lavorare con i Mandala in un momento della giornata che sia per voi abbastanza libero da impegni, per lasciare che il processo creativo possa espandere liberamente e che voi possiate godervi un po’ anche il tempo che segue la conclusione del vostro lavoro, quasi per assaporarlo.

Lavorare con il Mandala funziona a più livelli: nell’atto stesso di disegnare, costruire o colorarne uno, veniamo svolgendo meditativa di centratura che ci rasserena donandoci equilibrio interiore.

Nel dare un titolo al nostro disegno, inoltre, diamo un nome alle emozioni più profonde ed iniziamo un dialogo con il nostro centro che ci permette di entrare in contatto con i blocchi, ma anche con la grande forza di “auto-guarigione” che è all’interno di ognuno di noi e che ci indica la via personale nel percorso di individuazione.

La contemplazione del Mandala, invece, porta alla pace interiore, alla consapevolezza che la vita ha ritrovato il suo ordine e significato.

Volendo possiamo anche usare il nostro Mandala come oggetto della meditazione per sciogliere i nodi psichici e trasformarli positivamente, attraverso le figure simboliche presenti nel nostro disegno, che ci guidano a livelli più profondi della nostra psiche, quelli dell’ inconscio collettivo.

E’ proprio grazie a questo recupero contemporaneo dei due livelli, conscio e inconscio, che noi riusciamo ad attuare la maturazione e la realizzazione armonica della nostra personalità, attraverso il Mandala.

Conservando i nostri Mandala ci accorgeremo, così, che nel loro insieme essi ci hanno dato indicazioni per un percorso psicologico in cui i “titoli”, di volta in volta, sono stati cartelli segnaletici importanti di per sé, e non solo per la meta verso la quale ci hanno guidato.

Le immagini e i colori che affiorano dall’inconscio costituiscono il tentativo di auto-guarigione della nostra psiche. Riusciamo a trovare, così, il nostro centro attraverso il cerchio mandalico che, rappresentando la totalità dell’anima, conscia e inconscia, concilia i poli opposti e ristabilisce l’equilibrio tra gli estremi.