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La ricerca del proprio centro …

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– Forza centrifuga –

“ mi fu sempre più chiaro che il Mandala è il centro, è l’espressione di tutte le vie, è la via dell’individuazione” (C.G.Jung)

Lo sviluppo delle tecnologie e la pressione imposta sul nostro rendimento dal mondo del lavoro, della scuola e dei rapporti sociali, ha spostato sempre più l’attività della mente verso l’emisfero sinistro del cervello, quello cioè che presiede alla facoltà analitica e alla scrittura, alla lettura e al calcolo.

Al contrario l’emisfero cerebrale destro è responsabile della comprensione globale del mondo, di tutte le espressioni artistiche dalla pittura alla scultura, alla musica e alla danza; governa i sentimenti, le emozioni, la motivazione, la percezione dei colori e degli odori.

Alla parte destra del cervello viene spesso associato il femminile, il lunare, essa corrisponde all’oscuro Yin, il negativo e magnetico in contrasto con il polo forte, positivo, il maschile e chiaro Yang che ritroviamo nel segno universale del TAO.

Il risalto unilaterale dato alla metà sinistra del cervello è un fenomeno tipico della civiltà moderna occidentale. Le culture indiane, ad esempio, e gran parte di quelle orientali, privilegiano l’attività dell’emisfero destro: basti pensare l’importanza data alla meditazione,alla musica e al canto che agiscono solamente sull’emisfero destro.

Inoltre l’emisfero destro è stimolato dagli odori, come l’incenso, e dai sapori, ma sono soprattutto la ritmicità, la concentrazione e la ripetizione di motivi sia musicali che ornamentali, che spostano il fulcro verso il centro, raggiungendo l’armonia tra i due emisferi.

Anche le arti decorative sono importanti per raggiungere il proprio centro, come nelle moschee islamiche, dove il divieto di rappresentare figurativamente Allah o i profeti, ha dato origine a motivi decorativi floreali o geometrici che, nella loro ripetitività, struttura e ordine, agiscono maggiormente sull’emisfero destro.

Nel corso della storia gli uomini hanno utilizzato vari rituali per raggiungere l’unità della persona, la concentrazione e la meditazione; condizioni che si esprimono, ad esempio, nel ballerino che danza senza sforzo, perché i passi e la leggerezza sono completamente parte di lui; nell’artista che suona senza spartito perché “sente” mentalmente la musica o dipinge ignaro dello scorrere del tempo completamente assorto nel quadro che sta realizzando.

Quando ci si trova in questa condizione spirituale, il corpo sembra non avere più peso, non proviamo fame né sete, semplicemente sperimentiamo uno stato di ben-essere assoluto. Nel corso dei secoli, e declinato nelle tradizioni delle diverse civiltà, la realizzazione dei Mandala si è rivelato un ottimo strumento per raggiungere uno stato mentale che si avvicina a questa felice condizione.

Tutti i tipi di Mandala ci conducono verso la centralità della persona e sollecitano mettendo in moto l’emisfero destro.

Nello stesso tempo il Mandala costruisce un ordine interiore; esso rappresenta un rifugio sicuro di riconciliazione interiore e di totalità. Il Mandala ha un profondo significato psicologico, fondamentale per il senso di essere vivi tanto quanto il bisogno di sapersi orientare è essenziale per la sopravvivenza nella realtà materiale.