7° Chakra SAHASRARA: Coscienza – Pensiero – Conoscenza – Comprensione – Immanenza – il Diritto di Conoscere

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“ Non si può giungere alla liberazione se non con

 a percezione dell’identità tra lo spirito individuale

e quello universale… “ Shankara

Siamo finalmente arrivati al termine del viaggio, al loto dai mille petali che fiorisce alla sommità del capo. Qui troviamo la sede infinitamente profonda della coscienza cosmica, nota come settimo Chakra o Chakra della Corona: Sahasrara, che significa “mille foglie” in riferimento agli infiniti petali di loto che si schiudono.

Molti pensano che i petali si stendano verso il cielo; di fatto i petali del loto si incurvano verso il basso come un girasole, stillando nettare nella corona e giù verso i chakra. In questo modo i due estremi dello spettro sono profondamente collegati. Come può un loto fiorire senza radici nella Terra? Come puà raggiungere il cielo se le sue radici non sono ampie e profonde?

Quando raggiungiamo questo livello, il seme della nostra anima è germogliato dalle sue radici nella Terra, è cresciuto verso l’alto attraverso gli elementi di Acqua, Fuoco, Aria, Suono e Luce e ora si protende verso la sorgente del tutto, la coscienza stessa, sperimentata attraverso l’elemento del pensiero.

E’ questo Chakra che secondo la filosofia yoga è la sede dell’illuminazione. Il suo stato ultimo di coscienza va al di là della ragione, al di là dei sensi e al di là dei limiti del mondo circostante.

Il Chakra della Corona è legato al processo della conoscenza: noi osserviamo il nostro modo di pensare (sia nei contenuto che negli schemi) e ci poniamo delle domande “come sappiamo ciò che sappiamo?” e “ chi o che cosa è che esercita la conoscenza?”. La risposta a questa domanda è la “coscienza” che stiamo cercando di comprendere, incarnare e migliorare.

Se paragoniamo ogni  chakra ad un dischetto di computer che contiene un programma specifico sul modo di gestire la nostra vita, il chakra della corona può essere considerato il dischetto che contiene il programma operativo per far funzionare l’intero biocomputer mente-corpo.

Le nostre convinzioni centrali determinano il nostro sistema operativo: se io credo, ad esempio, che tutti ce l’abbiano con me, allora riceverò informazioni attraverso un sistema paranoide e mi comporterò di conseguenza. Se, al contrario, credo che il mondo sia un luogo benevolo, è più probabile che mi comporti in modo tale da confermare questa mia convinzione, per cui continuerò a trovarlo tale.

Le nostre convinzioni nascono dall’interpretazione che diamo alle nostre esperienze; esse sono il modo in cui consideriamo come è il mondo. Si fondano su concetti che ci siamo formati.

Dunque la “concezione” è il punto iniziale di tutto quello che manifestiamo. Prima di fare qualcosa dobbiamo concepirlo. Le nostre idee e concezioni sono i principi ordinatori dell’informazione. Ci permettono di organizzare i nostri dati e guidano il nostro comportamento.

In altre parole, spesso il mondo si comporta nel modo in cui noi pensiamo che farà, e questo ne è il motivo. L’attività primaria del settimo chakra è quella, quindi, di trarre un senso.

Il senso ci dice in che modo orientarci. Ci suggerisce come interpretare qualcosa, come reagire, come organizzare la nostra esperienza. Dà scopo alla nostra vita, creando un contesto più ampio in cui collocare la nostra esistenza

Il viaggio di ritorno, partendo dal chakra della Corona, inizia con la concezione di un’idea. Questa concezione è il supremo “bindu”, il punto privo di dimensione della coscienza da cui tutto ha origine.

Partendo dalla concettualizzazione generiamo delle immagini nel sesto chakra. Queste immagini poi generano la nostra storia, quello che con la litania verbale delle nostre convinzioni descriviamo agli altri.

La nostra storia genera certi tipi di relazioni, che stimolano varie attività, emozioni ed infine esperienze fisiche ..

Se vogliamo vedere che aspetto ha la coscienza, dobbiamo solo guardarci intorno. Tutto quello che vediamo ha avuto inizio da una concezione. Quando la coscienza all’interno cambia, anche queste manifestazioni esterne cambiano.

Nel chakra della Corona realizziamo la nostra “identità Universale”. Via via che la nostra coscienza si amplia, la nostra comprensione accoglie sfere sempre più ampie. Quando scopriamo l’immensità del sistema in cui siamo immersi, ci identifichiamo con la nostra connessione universale, ci rendiamo conto di far parte dell’intero tessuto della vita.

Ciascuna delle identità legate agli altri chakra prende le mosse da qualcosa di individualmente innato, unico ed unico e personale come il nostro corpo, per volgersi verso l’universale. All’estremità esterna del chakra della corona, l’individualità viene totalmente trascesa e assorbita nel campo più vasto del divino.

Diventare tutt’uno con il divino significa dissolvere o trascendere i confini che ci tengono separati. Quello a cui dobbiamo rinunciare è l’attaccamento alla riva del fiume, al nostro rifiuto di immergerci e bagnarci, dobbiamo accettare la sfida con l’ignoto. Dobbiamo rinunciare a rimanere legati ad un atteggiamento razionale, quando non è in grado di fornirci il senso più profondo di ciò che significa “essere nella corrente”.

Il demone del 7° chakra è l’attaccamento. L’attaccamento è la negazione dello stato continuamente fluido del sistema universale. Esso ci ancora al tempo e ci rende incapaci di andare avanti. Ci ancora ad un luogo ristretto, rendendoci incapaci di accoglierne uno più grande.

L’attaccamento è un demone scivoloso. Non è qualcosa di cui possiamo fare interamente a meno, poiché dobbiamo mantenere alcuni attaccamenti sani ai nostri figli e alle persone amate, ai nostri obiettivi e agli impegni presi.

Per alcuni, rinunciare all’attaccamento e fuggire dalle responsabilità sono sinonimi. Può diventare una via di fuga; quando i problemi si fanno difficili, tagliamo gli ormeggi invece che lavorare sugli aspetti critici.

Nel senso più profondo del termine, la rinuncia all’attaccamento riguarda il modo in cui indirizziamo la nostra energia psichica. Quando rinunciamo  all’attaccamento, lasciamo andare la fissazione su qualcosa di esteriore, ci lasciamo alle spalle il bisogno di controllare.

L’attaccamento significa non aver fiducia nella saggezza dell’universo, che invece tenta di insegnarci qualcosa. Rimaniamo attaccati per difenderci dalla sofferenza, invece di considerare la sofferenza come un insegnamento.

Carenza ed Eccesso

Se il Chakra della Corona è chiuso, la corrente liberatoria non può terminare il suo viaggio e noi non potremo raggiungere la libertà. Nella nostra vita gli schemi si ripeteranno senza sosta e mancando la consapevolezza è assai più probabile che a guidarci sarà l’inconscio.

Ciò si manifesta nella chiusura verso nuove informazioni (fissazione su di un unico punto di vista), con la necessità di anteporre la ragione alla felicità e con manifeste difficoltà di apprendimento.

Un eccesso di questo chakra è tipica nelle persone che hanno perso il contatto con il proprio corpo  e le proprie emozioni; si può manifestare con un eccessivo intellettualismo, con eccessive dipendenze spirituali.

Un ulteriore manifestazione di un eccesso di questo chakra risultano le psicosi; in realtà i disturbi psicotici, caratterizzati da un distacco nei confronti della realtà e da un mancato sviluppo di radicamento nei primi chakra, manifestano un eccesso di tutti quelli che sono individuati come chakra superiori (quinto, sesto e settimo). La psicosi è un eccesso della corrente liberatoria che è radicata troppo poco nella terra, il che produce una mancanza di concentrazione e di controllo.

Informazioni su Gabriella Costa

ArtCounselor (a indirizzo Pluralistico Integrato, formato ASPIC Roma) - Operatore nella Psicologia del Colore - Mediatore Familiare , Counselor di Coppia, Counselor on-line, Facilitatrice SoulCollage® Ideatrice del Metodo Mandala-Evolutivo© Professional Counselor ai sensi della legge 4/2013 Counselor Trainer/Supervisor Iscritta AssoCounseling REG-A0731-2012 Docente Formatore Iscritta all'AIF nr. 554 Membro del Consiglio Direttivo di ASCo Associazione Scuole di Counseling (www.http://www.scuolecounseling.it/) - Responsabile della Segreteria operativa - Direttore Didattico ARTcounseling e docente presso ADYCA asd - Roma , scuola di formazione in Counseling, i cui corsi sono riconosciuti da AssoCounseling Coniugo quindi la professione di formatore con quella di Counselor individuale con l’agevolazione di Gruppi di crescita attraverso i mezzi artistici (Mandala – Collage – Poesia – Scrittura Creativa – Pittura Intuitiva) e percorsi di Mediazione Familiare con l’obiettivo di preservare il diritto alla Bigenitorialità e Counseling di Coppia con il lavoro di formatore presso ADYCA e altre scuole di Counseling. Utilizzo il mezzo telematico Skype (gab.costa1) proponendo percorsi di crescita on-line, anche con il mezzo artistico, come primo approccio al Counseling . Ideatrice del progetto "Arte per Ri-Trovarsi" laboratori di immaginazione, arte e fantasia dove giocando con colori , forme, parole e immagini poter dar vita a nuovi scenari scoprendo nuove prospettive

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