6° Chakra AJNA: Suono Archetipi – Simboli – Immagini – Intuizione – Luce … il Diritto di Vedere

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“ L’immaginazione è più importante della conoscenza”

Albert Einstein

Dall’alba del mondo, luce e tenebre si sono alternati per darci uno dei più grandi doni della natura: la capacità di vedere. La vista ci dà la capacità di ricevere in un solo istante enormi quantità di informazioni sul mondo che ci circonda.

E il dono della vista, interiore ed esteriore, è proprio l’essenza e la funzione del sesto Chakra. Grazie alla vista abbiamo la capacità sia di interiorizzare il mondo esterno, sia di esteriorizzare il mondo interiore con un linguaggio simbolico.

Il nome sanscrito di questo chakra è AJNA che originariamente significava “percepire” e in seguito “comandare”. Questo termine si riferisce alla duplice natura di questo chakra, che accoglie le immagini con la percezione, ma costruisce anche immagini interiori in base alle quali noi governiamo la nostra realtà.

Imparare a vedere comporta anche la capacità di riconoscere “gli schemi” che rivelano l’ordine nascosto delle cose. Riconoscere uno “schema” equivale giocare ad un gioco in cui si collegano i puntini. All’inizio, sulla pagina, vediamo solo una serie di puntini, ma via via che li uniamo tra loro si forma un’immagine. Persino prima di aver collegato tutti i puntini siamo in grado di indovinare l’immagine, perché la riconosciamo.

Quando riconosciamo gli “schemi”, troviamo la strada per l’”introspezione”. L’introspezione è la capacità di vedere all’interno, lo scoprire uno schema, il vedere come si lega al disegno più ampio, il vedere cosa significa.

Via via che la vista interiore si sviluppa, le illusioni svaniscono, i sogni vengono integrati, inizia la chiarezza e la coscienza si estende di un altro passo.

“ Noi non vediamo le cose come sono. Vediamo le cose come siamo noi …” Anais Nin

Il demone del 6° chakra è l’illusione che devia la nostra coscienza dalla visione a mente aperta, fissandola su un’immagine congelata. L’illusione che io ho di come qualcosa dovrebbe essere, in genere è un’immagine di quello che di fatto non è. Il mio esservi attaccato mi sospinge fuori dal tempo presente, dove potrei vedere in modo realistico.

Le illusioni sono tenute ferme al loro posto da un investimento di energia psichica. Quando ci fissiamo su un immagine, tutto diventa nutrimento per abbellirla. Se pensiamo di essere antipatici a qualcuno, ci attacchiamo alla minima disarmonia come prova. Un ipocondriaco interpreta il minimo dolore come prova dell’essere malato.

Più investiamo in un’ìllusione, più difficile è abbandonarla. Bloccati dentro siamo intrappolati in cicli ripetitivi che ci impediscono di comprendere in modo autentico.

Via via che i vari pezzi di informazione vengono assembrali e iniziano a rivelare l’identità dell’intero, entriamo nel mondo degli Archetipi.

Nel sesto chakra ci muoviamo verso la nostra identità archetipa. Questa identità viene ottenuta riconoscendo le immagini e i simboli che appaiono nella nostra vita attraverso sogni, immaginazione, arte, relazioni o situazioni. Riconoscere il significato archetipo di questi simboli ci conduce in un contesto spirituale più ampio. Acquistiamo una capacità di comprensione più ampia e siamo in grado di riconoscere con maggior precisione chi siamo e quale è il nostro compito.

Sapendo che mi identifico eccessivamente con gii aspetti positivi dell’archetipo della Madre; posso riconoscere il programma che mi dice che devo stare lì tutto il tempo, pronta a qualunque richiesta. Posso dargli un nome, posso rintracciare il significato nel mio passato, rispetto a mia madre, alla madre di mia madre e indietro nel tempo.

Sapere quali archetipi ci influenzano, ci aiuta a rendere chiaro il mondo in cui percepiamo. Rende chiaro lo scopo che abbiamo nella vita .

Il livello dell’archetipo è allo stesso tempo immanente e trascendente. E’ immanente quando lo sperimentiamo come qualcosa dentro di noi che portiamo fuori noi stessi. Una moglie che vibra con l’archetipo dell’Amante, può ripetutamente vivere delle relazioni parallele. L’archetipo dell’Artista spesso è infelice in un lavoro strutturato. Una donna senza figli, posseduta dall’archetipo della Madre si prenderà continuamente cura degli altri anche a suo detrimento.

Un archetipo è trascendente perché è più grande di noi in quanto appartenente al genere umano. Al centro di tutte le mitologie e di tutte le religioni, esistono le energie archetipiche che si manifestano nelle esperienze vissute dall’essere umano, nei modelli con cui si confronta, nella storia e nei miti che hanno uno spazio nel suo percorso.

La via migliore per comprendere l’archetipo è quella di essere consapevoli e di integrare i simboli.

Il simbolo emerge quando riconosciamo uno schema, esso sale dall’inconscio sotto forma di sogno, fantasia, creazione artistica. Per comprendere il suo significato è necessario usare la nostra intuizione.

L’intuizione è il riconoscimento inconscio degli schemi. E’ una delle quattro funzioni junghiane (le altre sono la sensazione e il sentimento, collegati ai primi due chakra e il pensiero che è collegato al settimo). Lo sviluppo dell’intuizione accresce le nostre capacità psichiche ed è la funzione centrale del sesto chakra. Senza l’intuizione ci è impossibile afferrare la totalità o l’essenza di una cosa.

Viviamo in una cultura che privilegia la logica sull’intuizione. Da bambini non ci viene insegnato a dare ascolto alla nostra intuizione e spesso le nostre impressioni sono tenute in poco conto se non possiamo difendere con la logica il nostro ragionamento. Così, spesso diamo poca importanza alle nostre impressioni, perché non crediamo di poter veramente conoscere le cose attraverso un percorso di pensiero non logico. Questa invalidazione interna sopprime le nostre capacità psichiche.

L’intuizione è “come il lampo di un fiammifero nel buio” (Sri Aurobindo).

Carenza

Se nel sesto chakra si verifica una carenza, le facoltà ad esso associate non si sviluppano. La capacità intuitiva è poca e la persona può apparire psichicamente insensibile.

Se in generale la memoria non è buona, è possibile che il sesto chakra sia stato chiuso per proteggerci.

Le persone che hanno un sesto chakra carente trovano difficoltà a visualizzare o a immaginare le cose in modo diverso. Queste persone potrebbero dire: “Sono così” e lasciare tutto come sta. Se non possiamo immaginare il cambiamento, è più difficile che esso avvenga.

Se vi è una difficoltà ad immaginare e visualizzare è probabile che crediamo che esista “un’unica via giusta e vera”, c’è l’incapacità di vedere l’altro lato delle cose.

Naturalmente, la maggior parte di quello che rifiutiamo di vedere ci ritorna sotto forma di negazione. Nella negazione siamo posseduti dal demone dell’illusione, chiusi in un mondo fantastico che ci tiene lontani dal dover prendere delle decisioni per la nostra vita.

Eccesso

Nell’eccesso di apertura del sesto chakra si verifica invece il fenomeno inverso: la persona possiede numerose immagini dissociate dall’esperienza vissuta che possono presentarsi in maniera persecutoria nei sogni o comparire come fantasie ossessive.

Quando si viene bombardati da informazioni psichiche, è difficile concentrarsi. Quando cerchiamo di pensare con chiarezza veniamo disturbati da elementi intrusivi, che possono essere accompagnati da uno stato di ansia, rendendoci difficile stare tranquilli e acquietare la mente.

Informazioni su Gabriella Costa

ArtCounselor (a indirizzo Pluralistico Integrato, formato ASPIC Roma) - Operatore nella Psicologia del Colore - Mediatore Familiare , Counselor di Coppia, Counselor on-line, Facilitatrice SoulCollage® Ideatrice del Metodo Mandala-Evolutivo© Professional Counselor ai sensi della legge 4/2013 Counselor Trainer/Supervisor Iscritta AssoCounseling REG-A0731-2012 Docente Formatore Iscritta all'AIF nr. 554 Membro del Consiglio Direttivo di ASCo Associazione Scuole di Counseling (www.http://www.scuolecounseling.it/) - Responsabile della Segreteria operativa - Direttore Didattico ARTcounseling e docente presso ADYCA asd - Roma , scuola di formazione in Counseling, i cui corsi sono riconosciuti da AssoCounseling Coniugo quindi la professione di formatore con quella di Counselor individuale con l’agevolazione di Gruppi di crescita attraverso i mezzi artistici (Mandala – Collage – Poesia – Scrittura Creativa – Pittura Intuitiva) e percorsi di Mediazione Familiare con l’obiettivo di preservare il diritto alla Bigenitorialità e Counseling di Coppia con il lavoro di formatore presso ADYCA e altre scuole di Counseling. Utilizzo il mezzo telematico Skype (gab.costa1) proponendo percorsi di crescita on-line, anche con il mezzo artistico, come primo approccio al Counseling . Ideatrice del progetto "Arte per Ri-Trovarsi" laboratori di immaginazione, arte e fantasia dove giocando con colori , forme, parole e immagini poter dar vita a nuovi scenari scoprendo nuove prospettive

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