3° Chakra MANIPURA: autonomia e individuazione “ Io Posso”….. il Fuoco

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“ Voi dovete essere il cambiamento che desiderate vedere nel mondo” Gandhi

Ora che il corpo è ben stabile e le emozioni fluiscono liberamente, siamo pronti ad iniziare a lavorare per sviluppare il terzo Chakra, quello legato al potere personale, alla volontà e alla vitalità. E’ qui che agiamo, creiamo cambiamenti, ci riorganizziamo per diventare più efficienti.

Il nome di questo Chakra MANIPURA significa “gemma lucente” ed è il Chakra del plesso solare, dell’energia del sole, del fuoco, della luce gialla dorata che risplende di forza e volontà.

Nel complesso del sistema dei Chakra, lo scopo del terzo chakra è quello di trasformare l’inerzia della materia e del movimento in una direzione conscia. Terra e Acqua sono passive e dense, si muovono verso il basso; il primo e il secondo chakra sono istintuali, il Fuoco del terzo chakra è dinamica e luce, si solleva in alto. Questo cambiamento è necessario per raggiungere i chakra superiori e completare il viaggio.

Fisiologicamente questo si riferisce al metabolismo, che trasforma il cibo e l’acqua in energia e calore. Psicologicamente invece rimanda alla nostra espressione del potere e della forza personale, alle azioni create dalla combinazione di corpo e movimento provenienti dal basso, mitigate dalla coscienza che proviene dall’alto.

Possiamo conoscere le condizioni del 3° chakra studiando il nostro rapporto con la metafora del fuoco. Alcuni di noi hanno disposizioni “tiepide”, mentre il temperamento di altri può sembrare fin troppo focoso. Altri ancora sono freddi emotivamente e/o fisicamente. Alcuni hanno un modo di fare che è rapido ed energico, mentre altri sono lenti e letargici.

Un terzo chakra funzionante ed equilibrato incarna una sensazione di conforto e calore, con risate, piacere, armonia con il mondo circostante, e con la gioia che si prova nel compiere azioni piene di significato. Il potere nasce da dentro e non è opprimente né sottomesso bensì ci dà la speranza di  poter rendere possibili le cose per noi stessi e con questo atteggiamento positivo non temiamo di avventurarci verso l’ignoto, di correre dei rischi o di commettere degli errori. Il potere del terzo chakra non è un potere che sorge dal desiderio di controllare se stessi o gli altri, ma è fatto di una combinazione di mente e corpo, di sé e degli altri, di passione e compassione.

La progressione dai chakra inferiori a quelli superiori è una progressione dall’individualità all’universalità. Iniziamo da uno stato di fusione, poi ci separiamo e diventiamo indipendenti, per emergere infine nuovamente in un mondo più ampio, questa volta come individui consapevoli.

La consapevolezza se viene applicata all’energia ardente del terzo chakra, diventa Volontà. Volontà è dirigere consciamente la nostra energia manifesta verso una meta. Per avere una volontà forte è necessario avere la consapevolezza, sapere quali sono i nostri obiettivi, avere nella nostra mente un’idea di quello che vogliamo ottenere. L’energia istintiva dei primi due chakras inizia a cambiare direzione a questo livello, introducendo maggiore consapevolezza nelle nostre azioni e nelle nostre reazioni.

Un cambiamento significativo della consapevolezza avviene se modifichiamo il nostro modo di vedere le cose da quello di vittima a quello di co-creatore. Tutti siamo stati delle vittime in qualche esperienza da bambini, tuttavia, se continuiamo a considerare le circostanze  in cui ci troviamo come provocate da qualcun altro, non avremo mai la forza di modificarle.

Rollo May descrive la volontà come “la capacità di organizzare se stessi in modo che possa verificarsi il movimento in una certa direzione o verso un certo obiettivo”, il suo fondamento è il desiderio e il desiderio alimenta la volontà. Quando espandiamo i nostri orizzonti dal sé all’altro, dalla singolarità alla dualità, ci viene offerta una scelta. Scegliere consapevolmente è un atto di volontà, che ci porta a cambiare e a riorganizzare la nostra energia vitale. Il potere, legato al nostro corpo e alle nostre emozioni, e temperato dalla nostra comprensione, è necessario che sia il nostro obiettivo.

Un ottimo concetto su cui lavorare per sviluppare la volontà è quello del Guerriero, un archetipo che rappresenta un soggetto disposto a difendere il proprio territorio, a proteggere lo spazio sacro al suo interno. I guerrieri validi trasmettono la sensazione di essere disposti a combattere coraggiosamente se necessario, ed è proprio quella sensazione che può evitare lo scoppio di una guerra, essi non abusano del proprio potere, ma agiscono con forza, verità ed onore.

La parola “potere” significa essere in grado ed è compito nostro, nel terzo chakra, riappropriarci del nostro Diritto ad Agire. Farlo ci permette di usare la nostra volontà, di iniziare un progetto e di seguirlo fino alla fine, affrontando tutte le sfide che incontreremo lungo il cammino; di correre dei rischi senza farci vincere dalla paura.

Pro-attività al posto di re-attività; pro-attività significa scegliere le proprie azioni invece che controllarle o esserne controllati. Le persone pro-attive si assumono delle responsabilità per costruire il loro futuro, per iniziare un comportamento che condurrà alla situazione che vogliono. Essere pro-attivi significa avere un’influenza determinante sul proprio ambiente, più che essere la vittima delle circostanze.

In genere i blocchi al terzo chakra sono dovuti ad un eccesso o a una carenza di energie.

Gli eccessi nel terzo chakra potrebbero apparire a prima vista come un’abbondanza di potere e di energia; in realtà compensano delle sensazioni di potenza sminuita o non riconosciuta. Per superare le sensazioni di debolezza, abbandono , trascuratezza e abuso si verifica un attaccamento eccessivo al potere, controllo.  Poiché il cuore del sé è denutrito si cerca di tenere in piedi un’immagine di un falso sé che deve essere nutrito dall’approvazione degli altri. Ne risulta che l’eccesso nel terzo chakra può manifestarsi come un’attività costante con la risultante che una persona del genere sarà sempre in moto, in uno stato di eccitazione e di stress che ne deriva, sentendosi a suo agio in tali condizioni, come un modo di essere vivo.

Una persona che ha un eccesso nel terzo chakra è dominata da una volontà rigida. Una volontà eccessiva non è necessariamente una volontà forte, poiché la sua mancanza di flessibilità può renderla fragile. Quando viene minacciata una volontà eccessiva può esplodere nella rabbia o ritirarsi nella paura.

Alo contrario, persone che hanno una carenza del terzo chakra presentano un insieme di caratteristiche che possono comprendere mancanza di fuoco e vitalità, volontà debole. Possono essere facilmente manipolati dagli altri e speso si sentono delle vittime. Queste persone possono apparire assai timide, fredde e riservate. Tendono ad evitare il confronto e la sfida preferendo rimanere al sicuro, seguire le regole e lasciare che siano gli altri a condurre il gioco.

Senza un terzo chakra equilibrato manca la volontà di guidare la nostra vita. L’autodisciplina è poca, l’azione è rara e le responsabilità vengono evitate.

Acquisire consapevolezza delle proprie radici e del proprio passato ed esaminare fino in fondo le proprie emozioni sono ottimi mezzi per riportare il terzo chakra al suo giusto ruolo all’interno del sistema dei chakras.

 

“ Nessun essere umano può sopportare in eterno

l’esperienza stordente della propria impotenza….”

Rollo May

Informazioni su Gabriella Costa

ArtCounselor (a indirizzo Pluralistico Integrato, formato ASPIC Roma) - Operatore nella Psicologia del Colore - Mediatore Familiare , Counselor di Coppia, Counselor on-line, Facilitatrice SoulCollage® Ideatrice del Metodo Mandala-Evolutivo© Professional Counselor ai sensi della legge 4/2013 Counselor Trainer/Supervisor Iscritta AssoCounseling REG-A0731-2012 Docente Formatore Iscritta all'AIF nr. 554 Membro del Consiglio Direttivo di ASCo Associazione Scuole di Counseling (www.http://www.scuolecounseling.it/) - Responsabile della Segreteria operativa - Direttore Didattico ARTcounseling e docente presso ADYCA asd - Roma , scuola di formazione in Counseling, i cui corsi sono riconosciuti da AssoCounseling Coniugo quindi la professione di formatore con quella di Counselor individuale con l’agevolazione di Gruppi di crescita attraverso i mezzi artistici (Mandala – Collage – Poesia – Scrittura Creativa – Pittura Intuitiva) e percorsi di Mediazione Familiare con l’obiettivo di preservare il diritto alla Bigenitorialità e Counseling di Coppia con il lavoro di formatore presso ADYCA e altre scuole di Counseling. Utilizzo il mezzo telematico Skype (gab.costa1) proponendo percorsi di crescita on-line, anche con il mezzo artistico, come primo approccio al Counseling . Ideatrice del progetto "Arte per Ri-Trovarsi" laboratori di immaginazione, arte e fantasia dove giocando con colori , forme, parole e immagini poter dar vita a nuovi scenari scoprendo nuove prospettive

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