2° Chakra SVADHISTANA: le Emozioni … l’Acqua

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Ora che abbiamo trovato una stabilità iniziamo a risalire verso l’alto. Non appena ci muoviamo, spostiamo l’attenzione e ci rendiamo conto che il solo fatto di effettuare un cambiamento è uno stimolo per la consapevolezza. Il cambiamento ci aiuta a risvegliarci, a capire che c’è altro da imparare ed invita a farsi avanti e a esplorare. Mentre la nostra attenzione si sposta dall’Essere all’Altro, incontriamo la dualità e la loro attrazione reciproca, scopriamo il regno delle emozioni e del desiderio.

L’elemento associato al Secondo Chakra è l’ACQUA. Spesso ci riferiamo alle emozioni come se facessero parte del regno dell’acqua: scorrono come un fiume, hanno onde come il mare, scendono a gocce come le lacrime.

Il Secondo Chakra ci porta dalla singolarità alla dualità e con la dualità il quadro si espande e ci si presenta la possibilità di scegliere. Improvvisamente ci siamo io e te, c’è questo e quello, ci siamo noi e loro. Noi facciamo le nostre scelte e riflettendo sui nostri sentimenti e sui nostri desideri.

La dualità ci porta anche il concetto di polarità, di yin e yang, maschile e femminile, ombra e luce. Inoltre uno dei compiti di questo Chakra è quello di integrare aspetti della nostra personalità, prima polarizzati o univoci in un’unità indivisibile; nel Secondo chakra il nostro lavoro è quello di reclamare l’Ombra.

L’Ombra rappresenta energie istintuali represse che vengono tenute bloccate nel mondo dell’Inconscio. Di conseguenza sono agite inconsciamente, talvolta con grande forza. Potremmo credere di non arrabbiarci mai, ma mettiamo in atto una resistenza passiva che fa infuriare gli altri. Possiamo negare le nostre necessità, ma manipoliamo sottilmente noi stessi tanto da trasformarci in centri d’attenzione. Quando l’Ombra non viene riconosciuta, viene proiettata sugli altri. Quando ci polarizziamo, diventiamo come magneti, che attirano a sé il polo opposto. Invariabilmente attraiamo quelli che incarnano la nostra Ombra rifiutata come compagni, capi, vicini,che si insinuano nelle nostre vite con relazioni a cui non riusciamo facilmente a sfuggire. Le qualità Ombra sono aspramente criticate e giudicate quando vengono proiettate sugli altri e la presenza di questo giudizio è un indizio della nostra ombra come parte rifiutata di se stessi. Il nostro giudizio è un tentativo di negare la fonte del nostro disagio. Riappropriandoci dell’Ombra dissolviamo il giudizio e acquistiamo una maggiore accettazione di noi stessi e degli altri.

L’Emozione, termine che deriva da “ex” = via e “movere” = muovere è energia in movimento, è una reazione istintiva ai dati sensoriali. L’energia in movimento crea espansione e cambiamento. Quando sentiamo un’attrazione verso l’altro, quando sentiamo il desiderio, l’emozione, allora siamo “spinti” a iniziare qualcosa, a fare un cambiamento, ad espanderci in qualche modo. Se il lavoro sul nostro Primo chakra ci ha fornito delle basi solide, allora siamo abbastanza forti da poterci espandere senza perdere il nostro centro. Le emozioni sono l’incontro tra consapevolezza e corpo. Attraverso il corpo vengono costantemente filtrati pezzi di consapevolezza, che creano sottili reazioni emotive.

Il piacere, l’emozione, la dualità, le sensazioni sono tutti elementi che ci portano alla sessualità, l’espressione degli opposti che si fondono in una cosa sola. La sessualità è l’incarnazione di Eros, la forza fondamentale di attrazione. La dolcezza del piacere è il gioiello all’interno del fiore di loto del secondo chakra. Il nome sanscrito di questo chakra, SVADHISTHANA, che significa “dolcezza”, sottolinea proprio questo concetto.

Accogliere Eros significa avere la capacità di arrendersi, di saper fluire insieme alla natura biologica del corpo istintivo/emotivo. Recuperare il Secondo Chakra significa recuperare il nostro DIRITTO DI SENTIRE. E’ il recupero della forza di Eros così come scorre in tutti gli aspetti della vita. Il che non significa che questa energia culmini sempre in un atto sessuale; Eros è ben vivo in ogni aspetto della nostra esistenza: il profumo del cibo, i colori del tramonto, mangiare un gelato in un giorno caldo.

Il Secondo chakra si manifesta all’attenzione conscia a sei mesi circa e ha il suo culmine dai 12 ai 18 mesi. Man mano che il bambino impara ad andare a gattoni e a camminare, sviluppa la capacità di allontanarsi dalla madre e fa esperienza di brevi episodi di indipendenza. Poiché egli è ancora assai dipendente dalla madre questa esperienza e allo stesso tempo terrorizzante ed eccitante. Man mano che il bambino esplora, egli fa esperienza delle sue prime distinzioni come scelte binarie: buono/cattivo, piacere/dolore, vicinanza/distanza, se stesso/gli altri. A questo punto il bambino è tutto necessità, sensazione e desiderio. Necessità e desiderio determinano le motivazioni della locomozione. Poiché il linguaggio non si è ancora sviluppato, il mezzo primario di comunicazione è attraverso l’emozione, che si spera venga soddisfatta in modo accogliente e significativo. Questo stadio, quindi, è focalizzato sulla formazione di un’identità emotiva concentrata soprattutto sull’autogratificazione.

Se il Secondo chakra è carente c’è paura del cambiamento. Possiamo sembra emotivamente “piatti” oppure avere dei problemi a provare emozioni in generale; i confini vengono mantenuti molto saldi, si è convinti che se lasciamo fluire le emozioni precipiteremo in un abisso dove nulla ci può sostenere. Questo produce una sensazione di vuoto, un senso di piattezza nei confronti della vita, la sensazione di essere immobilizzati e un senso di isolamento. Possiamo avere la tendenza ad evitare il piacere, rimanendo in uno stato di contrazione perenne, e non avere sensualità nell’aspetto e nel comportamento. Forse disdegniamo il piacere considerandolo una distrazione oppure ne abbiamo paura o lo respingiamo per la vergogna. Possiamo conoscere poca passione e avere un eccessivo autocontrollo.

Se il secondo chakra è eccessivo si verifica l’opposto. Forse siamo troppo emotivi e oscilliamo costantemente avanti e indietro fra gli estremi, governati come siamo dalle emozioni, incapaci di lasciarle fluire. Oppure possiamo avere uno sfrenato appetito sessuale, un bisogno costante di provare stimoli di piacere. Il secondo chakra è collegato all’elemento acqua e un secondo chakra eccessivo ha un contenitore debole a causa dei confini fragili, perdendo e spargendo l’acqua prima che possa nutrire la crescitra all’interno. Un Secondo chakra in eccesso disperde troppo presto l’energia liberatoria, per cui questa non può arrivare ai chakras superiori. Contrariamente all’isolamento dello stato carente, la persona con un Secondo chakra in eccesso prova un intenso e continuo bisogno di contatto.

Recuperare il nostro diritto di sentire fa parte della cura del Secondo chakra; il primo passo per riappropriarsi di questo diritto è quello di rimuovere la colpa che blocca le nostre sensazioni. Impariamo a vederle come risposte naturali a situazioni che ci toccano. L’emozione bloccata è intrappolata nella struttura del corpo. Quando lavoro per liberare le emozioni sepolto, chiedo alla persona di esagerare ciò che vedo fare inconsciamente al suo corpo. Tutto questo porta alla coscienza i movimenti inconsci e le sensazioni a loro collegate. Mentre la persona mantiene la posizione esagerata, le chiedo che tipo di sensazione questa sollecita. Se una risposta non è chiara, le chiedo di verbalizzare quello che dice il suo corpo. Chi è contratto potrebbe dire: “Non toccarmi!”. Chi si agita potrebbe dire: “Non voglio stare qui!”. Questo procedimento dà corpo alle sensazioni e allo stesso tempo ne rende consapevole la coscienza.

Se mettiamo insieme tutte le qualità del Secondo Chakra, acqua, sesso, piacere, emozioni, movimento, cambiamento notiamo come tutte quante descrivano modi diversi di nutrirsi e alimentarsi. Perciò , prima di tutto ALIMENTATE VOI STESSI!!! Fate quello che vi fa stare ben. Siate buoni con voi stessi e imparate ad amarvi un po’ di più .

Informazioni su Gabriella Costa

ArtCounselor (a indirizzo Pluralistico Integrato, formato ASPIC Roma) - Operatore nella Psicologia del Colore - Mediatore Familiare , Counselor di Coppia, Counselor on-line, Facilitatrice SoulCollage® Ideatrice del Metodo Mandala-Evolutivo© Professional Counselor ai sensi della legge 4/2013 Counselor Trainer/Supervisor Iscritta AssoCounseling REG-A0731-2012 Docente Formatore Iscritta all'AIF nr. 554 Membro del Consiglio Direttivo di ASCo Associazione Scuole di Counseling (www.http://www.scuolecounseling.it/) - Responsabile della Segreteria operativa - Direttore Didattico ARTcounseling e docente presso ADYCA asd - Roma , scuola di formazione in Counseling, i cui corsi sono riconosciuti da AssoCounseling Coniugo quindi la professione di formatore con quella di Counselor individuale con l’agevolazione di Gruppi di crescita attraverso i mezzi artistici (Mandala – Collage – Poesia – Scrittura Creativa – Pittura Intuitiva) e percorsi di Mediazione Familiare con l’obiettivo di preservare il diritto alla Bigenitorialità e Counseling di Coppia con il lavoro di formatore presso ADYCA e altre scuole di Counseling. Utilizzo il mezzo telematico Skype (gab.costa1) proponendo percorsi di crescita on-line, anche con il mezzo artistico, come primo approccio al Counseling . Ideatrice del progetto "Arte per Ri-Trovarsi" laboratori di immaginazione, arte e fantasia dove giocando con colori , forme, parole e immagini poter dar vita a nuovi scenari scoprendo nuove prospettive

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