I Mandala in bianco e nero

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Il bianco e nero sono due colori non colori all’opposto tra loro: nel bianco troviamo la somma di tutti i colori e nel nero la loro assenza.

Già questo potrebbe essere uno spunto di riflessione …. assenza-presenza …. pieno-vuoto …. luce-ombra …. Che spazio occupano nella nostra vita queste polarità??

L’assenza del colore potrebbe anche voler suggerire che le emozioni sono state messe da parte perché lo stato emotivo da esse derivante si era fatto intollerabile sia per la mente che per il corpo.

Ma questo stato, se provvisorio, non deve essere letto necessariamente come negativo.

Quasi tutti i miti creazionistici iniziano proprio con la separazione tra luce e buio, tra bianco e nero. Un Mandala privo di colori ma con la presenza di questi due opposti può quindi suggerire la voglia di un nuovo inizio, la fine del caos che sta per lasciare il posto ad un nuovo ordine armonico.

“ .. se l’inverno dicesse: ho nel cuore la primavera…” Gibran

BIANCO => candore e perfezione. Il bianco è l’espressione dell’assoluto, dell’inizio e della fine, della pienezza e del vuoto, e anche dell’unione di questi due estremi. E’ l’unico colore perfetto perché racchiude in sé tutti gli altri.

Se si vuole considerare come il colore di tutto ciò che è allo stadio iniziale, rappresenta la semplicità e il candore. Dal punto di vista negativo si pone come l’indefinibile. E ancora, come colore che ritiene tutto in sé, come potenzialità, il bianco simboleggia apertura e libertà.

Come colore della fine, che sottrae tutto ciò che c’è di colorato alla luce smorta, il bianco è il colore dei riti funebri; nella tradizione africana e asiatica il bianco è il colore del lutto.

Nella nostra cultura è il colore associato alle celebrazioni e alle iniziazioni, soprattutto religiose (battesimo,matrimonio, prima comunione), alla gioia, alla bontà. E’ considerato infatti il colore della luce, della spiritualità, della verginità, del candore e della purezza.

Nelle favole per bambini e nei film il bianco è il colore dei “buoni”, di quelli che lottano contro le forze del male. E’ anche il colore delle creature speciali, soprattutto quelle che attraversano il confine tra il reale e l’immaginario. Unicorni, cavalli bianchi, uccelli bianchi, conigli bianchi, indicano una realtà incorporea, mettendo spesso l’eroe e l’eroina in contatto con quella realtà che cambia per sempre le cose.

In questa accezione può essere espressione del raggiungimento di un nuovo livello di chiarezza interiore, di spiritualità, di sensibilità e di passioni e sentimenti nascosti nel profondo.

Inoltre, bianco è il colore del latte, il primo alimento del bambino che lo pone in rapporto con la vita, lo vivifica e gli da’ forza. L’associazione è così forte che in molte religioni ritroviamo l’immagine del paradiso come un luogo dove fontane, fiumi e laghi di latte saranno a disposizione delle anime, simbolo di una nuova e più forte vitalità dopo la morte.

Per Jung il bianco è il simbolo del Sé come “uomo totale”, un individuo realizzato nella sua totalità.

Nei Mandala il bianco può presentarsi come vero e proprio colore, come parti di foglio assenti di colore oppure passando un pastello bianco sui colori già stesi.

Nel primo caso si potrebbe immaginare ad una rimozione, a qualcosa che viene nascosto …. Cosa non voglio vedere? cosa in questo momento è troppo per portarlo in superficie?

Nel secondo caso, la mancanza di colore, potrebbe mostrare una piena apertura al cambiamento, l’attesa di qualcosa di nuovo…. Cosa sta succedendo nella mia vita in questo momento? …. Cosa sto aspettando? …..

Ma il bianco è anche il nulla, il vuoto, visto come assenza di forma. Una presenza forte e schiacciante di bianco nei vostri Mandala potrebbe rimandare ad un forte disagio che non riuscendo a trovare espressione, rimane imbrigliato in un “ non colore”…. Di cosa ho paura?…. da cosa sto scappando? ….

Steso sopra gli altri colori come una sorta di velatura perlacea, il bianco si collega alla simbologia della perla, intesa come qualcosa di prezioso nascosto nell’oscurità, come la vera perla è celata nell’ostrica. In questo caso la perla potrebbe diventare la metafora del lavoro interiore che si sta facendo.

“ … il tempo ha un colore di notte …” F.G.Lorca

NERO => la notte. E’ l’assenza di luce, la riduzione assoluta. E’ il colore di Saturno, dio dell’implacabile scorrere del tempo. E’ il colore del lutto e della morte, del mistero. Parla di vuoto e del caos primordiale.

Le tenebre, l’oscurità delle origini mitiche, si possono paragonare alla nera sostanza priva di forma da cui gli alchimisti cominciavano il loro lavoro. Essi consideravano l’annerimento di questa oscura materia come un segno che il processo di trasformazione era iniziato. Questa fase veniva chiamata “nigredo”; era un periodo di profondo cambiamento, in cui gli sviluppi avvenivano senza essere visibili.

Così il nero può simboleggiare gli oscuri inizi di ogni processo.

L’assenza di luce nel colore, inoltre, suggerisce la fine di sentimenti, azioni, emozioni, la morte come cessazione di ogni cosa. In questa visione il nero si associa all’invisibile, all’inconoscibile come la faccia nascosta della luna, simbolo dell’inconscio.

Il nero indica spesso la perdita di coscienza, lo svenimento, il rifiuto dell’Io come luogo di consapevolezza, fenomeno questo che spaventa molto gli uomini.

Nella nostra cultura indica la malinconia e la depressione; espressioni come “essere di umore nero” o “vedere tutto nero” evidenziano questi stati mentali.

Il nero rappresenta anche l’antitesi a tutto ciò che è prassi costituita, modello di riferimento di vita attuale. Perciò con il nero si esprime la voglia di fuggire dalle convenzioni sociali o dagli stili di vita proposti dalla società, come nella cultura punk o dark i cui membri vestono di nero.

Ma l’ambiguità di questo colore non si ferma qui. Esso si associa anche a esperienze ed emozioni completamente diverse.

E’ il colore della solennità, dell’eleganza e della seduzione. Evoca anche il mistero dell’utero da cui nasce la vita,la terra fertile e profonda origine di tutte le cose, l’illimitata creatività dell’inconscio o il richiamo all’ignoto.

Esso, quindi, può assumere anche la potenza del fondo scuro che dà ricchezza e profondità a ogni personalità, così come il fondo nero di molti dipinti serve a far risaltare gli altri colori.

E’ dunque importante capire il tipo di risonanza intima generata da questo colore non colore. Diviene in questo caso molto importante studiare la sequenza del colore ne tempo.

I colori e le forme dei nostri Mandala ci danno l’opportunità di elaborare le nostre emozioni dando forma alla nostra comprensione. Se, ad esempio, il nero simboleggia per noi la morte o la depressione, ecco che abbiamo a disposizione un vocabolario con cui lavorare. Il Mandala fa da contenitore per un dialogo non razionale tra il nostro buio e la nostra luce interiori. Se permettiamo ai Mandala di dispiegarsi completamente, all’inizio potremmo ottenere forme stridenti; ma continuando i colori cambieranno le forme si disporranno in un’armonia nuova, oppure cambierà il nostro giudizio.

Con il cambiamento delle forme e dei colori potremmo scoprire che è avvenuto anche un cambiamento dentro di noi. Dove all’inizio vedevamo solo bruttezza , ora forse possiamo intravedere l’inizio di una nuova armonia.

I contrasti di luce e di buio all’interno del Mandala possono creare un luogo per la soluzione dei nostri conflitti e quelli che prima erano sentiti come conflitti insanabili, potrebbero ora rivelare una strana completezza. L’immaginazione ci farà andare più in profondità di quanto possano fare le parole.

Informazioni su Gabriella Costa

ArtCounselor (a indirizzo Pluralistico Integrato, formato ASPIC Roma) - Operatore nella Psicologia del Colore - Mediatore Familiare , Counselor di Coppia, Counselor on-line, Facilitatrice SoulCollage® Ideatrice del Metodo Mandala-Evolutivo© Professional Counselor ai sensi della legge 4/2013 Counselor Trainer/Supervisor Iscritta AssoCounseling REG-A0731-2012 Docente Formatore Iscritta all'AIF nr. 554 Membro del Consiglio Direttivo di ASCo Associazione Scuole di Counseling (www.http://www.scuolecounseling.it/) - Responsabile della Segreteria operativa - Direttore Didattico ARTcounseling e docente presso ADYCA asd - Roma , scuola di formazione in Counseling, i cui corsi sono riconosciuti da AssoCounseling Coniugo quindi la professione di formatore con quella di Counselor individuale con l’agevolazione di Gruppi di crescita attraverso i mezzi artistici (Mandala – Collage – Poesia – Scrittura Creativa – Pittura Intuitiva) e percorsi di Mediazione Familiare con l’obiettivo di preservare il diritto alla Bigenitorialità e Counseling di Coppia con il lavoro di formatore presso ADYCA e altre scuole di Counseling. Utilizzo il mezzo telematico Skype (gab.costa1) proponendo percorsi di crescita on-line, anche con il mezzo artistico, come primo approccio al Counseling . Ideatrice del progetto "Arte per Ri-Trovarsi" laboratori di immaginazione, arte e fantasia dove giocando con colori , forme, parole e immagini poter dar vita a nuovi scenari scoprendo nuove prospettive

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  1. Ciao!Mi piace tantissimo questo mondo!!
    Io lavoro con i bambini applicando le tecniche dei laboratori creativi alla didattica nelle scuole.
    Vorrei specializzarmi,sai mica se su Livorno esiste qualche possibilità di formarsi come art counsler?
    Complimenti!!
    Grazie comunque.

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