Archivio mensile:maggio 2010

Scale cromatiche nei Mandala

Standard

I colori hanno rapporti reciprochi, esattamente come gli uomini. Alcuni colori, accostati, danno un impressione di armonia: attraverso i Mandala possono comunicare un messaggio di equilibrio. Altre combinazioni di colori stridono: suggeriscono conflitto, tensione, disarmonia. Conoscere le interazioni tra i vari colori può aiutarvi a comprendere meglio il messaggio che vi inviano attraverso i vostri Mandala.

Alcuni accostamenti di colori si trovano in natura. Un esempio è l’arcobaleno, formato sempre dalla stessa sequenza ascendente di toni: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. L’arcobaleno crea una sensazione di eccitazione, attesa e di gioia. I colori dell’arcobaleno, così brillanti, ci ricordano che nelle vicinanze c’è stata una tempesta è simbolicamente la gioia del creato per essere uscito fuori dalla furia degli elementi.

Il ciclo delle stagioni crea un’altra sequenza di colori. I rosa pastello e i gialli della primavera, maturano nell’oro e nel verde intenso dell’estate. L’autunno arriva con una tavolozza di toni scuri, terrosi seguiti dai profondi grigi e dai violenti neri e bianchi dell’inverno. La presenza nei Mandala di tutti i colori delle stagioni può indicare che si è completato un ciclo annuale di crescita.

Inoltre la successione ritmica dei colori stagionali può essere un simbolo della nostra crescita psicologica. Progetti, interessi e rapporti si succedono con un ritmo naturale che rispecchia quello delle stagioni.

La primavera, come abbiamo visto, è associata a clori pastello chiari: giallo, rosa, lavanda, il verde soprattutto chiaro. La primavera è il momento della ri-nascita, se vediamo questi colori dei nostri mandala potremmo chiederci “cosa c’è che si sta facendo strada nella nostra vita? …..”

I colori dell’estate sono il verde, il giallo oro, l’arancio, il rosso, il color pesca, l’azzurro. I colori dell’estate hanno una qualità ricca e vibrante. E’ come se ognuno di essi contenesse una minuscola goccia di giallo oro, il colore del sole che domina questa stagione. Questo potrebbe dirci che qualcosa nella nostra vita o in noi stessi sta giungendo a completa maturazione.

I colori associati all’autunno sono l’arancione scuro, il giallo scuro e tutte le tonalità del marrone. Tutti questi colori parlano del raccolto e potrebbero suggerirci di guardare in che momento siamo della nostra vita e della nostra crescita stiamo forse raccogliendone i frutti? …. D’altra parte essi sono anche i colori la fine della pienezza dell’estate e potrebbero portare con loro la tristezza legata all’abbandono di vecchi modi di essere.

I colori dell’inverno sono il nero, il bianco e il grigio. Evocano le fredde giornate invernali: cieli plumbei, lunghe notti e il candore della neve. E’ come se la natura si fermasse per riposare, per ricaricarsi di energia. Proviamo a chiederci:” come sto in questo momento?” … “cosa mi sta dicendo il mio corpo?” …. Anche se i Mandala con colori invernali possono sembrare freddi e distaccati, ricordiamoci che sotto le nevi dell’inverno è in attesa la primavera!!!

Ritornando alle scale cromatiche faccio un passo indietro e ricordo il “disco cromatico” messo a punto da Itten (http://www.sellidesigner.it/news/johannes-itten.html )

Esso è’ un cerchio formato al centro da un triangolo equilatero in cui sono disposti i colori: giallo in alto, rosso e blu in basso. Questi colori sono detti primari perché da essi derivano tutti gli altri colori e non si possono ottenere da nessuna mescolanza di colori preesistenti.

Nell’esagono circoscritto al triangolo equilatero sono disposti i colori: arancio, viola e verde. Questi sono detti colori secondari, perché sono ottenuti mescolando a due a due i primari:

giallo + rosso = arancio

rosso + blu = viola

giallo + blu = verde.

La corona circolare più esterna è suddivisa in dodici settori: sei di questi settori sono dipinti con i colori primari e secondari, in corrispondenza con i vertici dell’esagono. I rimanenti sei, rosso-arancio, rosso-viola, blu-viola, blu-verde e giallo-verde, derivano dalla combinazione di un colore primario e di un colore secondario, perciò sono detti colori terziari.

I colori primari nel Mandala possono esprimere gli istinti fondamentali di chi lo disegna:

rosso è la forza vitale alla base dell’esistenza di ogni individuo

azzurro è collegato alla capacità di stringere legami e di dare nutrimento

giallo è la potenzialità della coscienza

I colori secondari (arancione, verde e viola) hanno una doppia simbologia: la propria e quella legata ai colori primari da cui derivano. Ad esempio il viola va considerato in quanto viola, ma anche in quanto rosso e azzurro. La lettura dei colori secondari richiede quindi di unire le associazioni del colore secondario con quelle dei colori primari da cui deriva.

Tutto questo può essere un po’ complicato nella lettura ma vi assicuro che la pratica è molto più semplice e con l’andar del tempo sarà del tutto naturale .

I colori opposti tra di loro nel disco cromatico sono chiamati colori complementari. Quando vengono mesi uno accanto all’altro nei Mandala creano una vivida impressione. Ad alcuni sembra addirittura che vibrino. Le coppie dei colori complementari sono: rosso/verde , giallo/viola, azzurro/arancio. La presenza di colori complementari nei Mandala può suggerire la tensione degli opposti. Ad esempio il rosso (energia) può ewssere in competizione con il verde (controllo). Il giallo (autonomia) accanto al violetto potrebbe indicare un dissidio tra il desiderio di indipendenza e l’abitudine di appoggiarsi alla famiglia.

I rapporti stabiliti dal disco cromatico sono un utile strumento per comprendere i colori che usiamo nei nostri Mandala. Trovo molto utile considerare le associazioni con i colori primari che formano i colori secondari usati nel mandala. Lo scontro tra colori opposti può aiutarci a comprendere i conflitti che stiamo vivendo. Ricordiamo , tuttavia, che il conflitto è parte della vita, così come un accostamento stridente può dare ai nostri mandala un piacevole senso di vitalità.

Voglio ricordare che come per i significati dei colori a sé stanti esposti nei post precedenti, anche questi suggerimenti non sono assolutamente regole assolute. Sono semplici indicazioni che possono rivelarsi utili per la comprensione del vostro Mandala.

Gli unici veri interpreti siete voi attraverso le risonanze e l’ascolto delle emozioni che emergono durante il lavoro.

Il silenzio, il tempo , il Mandala …

Standard

Il tempo e il silenzio sono due variabili molto importanti nel lavoro con i Mandala.

Il silenzio è un aspetto centrale, essenziale direi perché solo il silenzio intorno a noi ci permette l’ascolto del nostro pensiero più intimo.

Intendo parlare di assenza di parole, il silenzio che nasce dall’isolamento dagli altri, e non, quello dei suoni che possono invece essere, per qualcuno, una buona compagnia durante l’atto creativo.

Costruendo o colorando un Mandala noi cerchiamo e favoriamo sempre anche il silenzio dei nostri pensieri in movimento per andare all’ascolto delle emozioni più nascoste e profonde.

Disegnare un Mandala, proprio per le caratteristiche tipiche della sua forma circolare favorisce, infatti, uno stato mentale simile a quello della meditazione dove, cioè, si fa spazio nella nostra mente e noi possiamo sentirci centrati su un punto che è al nostro interno e che ci fa sentire in contatto con il Sé profondo.

Non dobbiamo fare altro che ascoltare, nel silenzio, questa guida interna per sapere ciò che la totalità interiore, il Sé, ci suggerisce di fare per vivere fino in fondo il nostro personale destino, che è il risultato più significativo che ognuno di noi può raggiungere.

Colorando permettiamo al nostro pensiero di essere libero da qualunque contenuto specifico, i pensieri verranno e se ne andranno da soli, come nuvole leggere su un azzurro cielo primaverile, lasciando che siano le forme del Mandala e i colori ad attrarre la nostra attenzione ed energia.

Il tempo che utilizzeremo deve essere tutto quello che ci serve; indicativamente un’ora è sufficiente per colorare un Mandala di quelli già in commercio, ma questa è una indicazione molto soggettiva. L’unica cosa da tener presente è che il Mandala è finito quando sentiamo di averlo colorato tutto, nel senso di averlo completato nei suoi colori.

Se invece volete disegnare un Mandala personale dovete immaginare di impiegare almeno il doppio del tempo. Sarebbe, perciò, preferibile lavorare con i Mandala in un momento della giornata che sia per voi abbastanza libero da impegni, per lasciare che il processo creativo possa espandere liberamente e che voi possiate godervi un po’ anche il tempo che segue la conclusione del vostro lavoro, quasi per assaporarlo.

Lavorare con il Mandala funziona a più livelli: nell’atto stesso di disegnare, costruire o colorarne uno, veniamo svolgendo meditativa di centratura che ci rasserena donandoci equilibrio interiore.

Nel dare un titolo al nostro disegno, inoltre, diamo un nome alle emozioni più profonde ed iniziamo un dialogo con il nostro centro che ci permette di entrare in contatto con i blocchi, ma anche con la grande forza di “auto-guarigione” che è all’interno di ognuno di noi e che ci indica la via personale nel percorso di individuazione.

La contemplazione del Mandala, invece, porta alla pace interiore, alla consapevolezza che la vita ha ritrovato il suo ordine e significato.

Volendo possiamo anche usare il nostro Mandala come oggetto della meditazione per sciogliere i nodi psichici e trasformarli positivamente, attraverso le figure simboliche presenti nel nostro disegno, che ci guidano a livelli più profondi della nostra psiche, quelli dell’ inconscio collettivo.

E’ proprio grazie a questo recupero contemporaneo dei due livelli, conscio e inconscio, che noi riusciamo ad attuare la maturazione e la realizzazione armonica della nostra personalità, attraverso il Mandala.

Conservando i nostri Mandala ci accorgeremo, così, che nel loro insieme essi ci hanno dato indicazioni per un percorso psicologico in cui i “titoli”, di volta in volta, sono stati cartelli segnaletici importanti di per sé, e non solo per la meta verso la quale ci hanno guidato.

Le immagini e i colori che affiorano dall’inconscio costituiscono il tentativo di auto-guarigione della nostra psiche. Riusciamo a trovare, così, il nostro centro attraverso il cerchio mandalico che, rappresentando la totalità dell’anima, conscia e inconscia, concilia i poli opposti e ristabilisce l’equilibrio tra gli estremi.

I Mandala in bianco e nero

Standard

Il bianco e nero sono due colori non colori all’opposto tra loro: nel bianco troviamo la somma di tutti i colori e nel nero la loro assenza.

Già questo potrebbe essere uno spunto di riflessione …. assenza-presenza …. pieno-vuoto …. luce-ombra …. Che spazio occupano nella nostra vita queste polarità??

L’assenza del colore potrebbe anche voler suggerire che le emozioni sono state messe da parte perché lo stato emotivo da esse derivante si era fatto intollerabile sia per la mente che per il corpo.

Ma questo stato, se provvisorio, non deve essere letto necessariamente come negativo.

Quasi tutti i miti creazionistici iniziano proprio con la separazione tra luce e buio, tra bianco e nero. Un Mandala privo di colori ma con la presenza di questi due opposti può quindi suggerire la voglia di un nuovo inizio, la fine del caos che sta per lasciare il posto ad un nuovo ordine armonico.

“ .. se l’inverno dicesse: ho nel cuore la primavera…” Gibran

BIANCO => candore e perfezione. Il bianco è l’espressione dell’assoluto, dell’inizio e della fine, della pienezza e del vuoto, e anche dell’unione di questi due estremi. E’ l’unico colore perfetto perché racchiude in sé tutti gli altri.

Se si vuole considerare come il colore di tutto ciò che è allo stadio iniziale, rappresenta la semplicità e il candore. Dal punto di vista negativo si pone come l’indefinibile. E ancora, come colore che ritiene tutto in sé, come potenzialità, il bianco simboleggia apertura e libertà.

Come colore della fine, che sottrae tutto ciò che c’è di colorato alla luce smorta, il bianco è il colore dei riti funebri; nella tradizione africana e asiatica il bianco è il colore del lutto.

Nella nostra cultura è il colore associato alle celebrazioni e alle iniziazioni, soprattutto religiose (battesimo,matrimonio, prima comunione), alla gioia, alla bontà. E’ considerato infatti il colore della luce, della spiritualità, della verginità, del candore e della purezza.

Nelle favole per bambini e nei film il bianco è il colore dei “buoni”, di quelli che lottano contro le forze del male. E’ anche il colore delle creature speciali, soprattutto quelle che attraversano il confine tra il reale e l’immaginario. Unicorni, cavalli bianchi, uccelli bianchi, conigli bianchi, indicano una realtà incorporea, mettendo spesso l’eroe e l’eroina in contatto con quella realtà che cambia per sempre le cose.

In questa accezione può essere espressione del raggiungimento di un nuovo livello di chiarezza interiore, di spiritualità, di sensibilità e di passioni e sentimenti nascosti nel profondo.

Inoltre, bianco è il colore del latte, il primo alimento del bambino che lo pone in rapporto con la vita, lo vivifica e gli da’ forza. L’associazione è così forte che in molte religioni ritroviamo l’immagine del paradiso come un luogo dove fontane, fiumi e laghi di latte saranno a disposizione delle anime, simbolo di una nuova e più forte vitalità dopo la morte.

Per Jung il bianco è il simbolo del Sé come “uomo totale”, un individuo realizzato nella sua totalità.

Nei Mandala il bianco può presentarsi come vero e proprio colore, come parti di foglio assenti di colore oppure passando un pastello bianco sui colori già stesi.

Nel primo caso si potrebbe immaginare ad una rimozione, a qualcosa che viene nascosto …. Cosa non voglio vedere? cosa in questo momento è troppo per portarlo in superficie?

Nel secondo caso, la mancanza di colore, potrebbe mostrare una piena apertura al cambiamento, l’attesa di qualcosa di nuovo…. Cosa sta succedendo nella mia vita in questo momento? …. Cosa sto aspettando? …..

Ma il bianco è anche il nulla, il vuoto, visto come assenza di forma. Una presenza forte e schiacciante di bianco nei vostri Mandala potrebbe rimandare ad un forte disagio che non riuscendo a trovare espressione, rimane imbrigliato in un “ non colore”…. Di cosa ho paura?…. da cosa sto scappando? ….

Steso sopra gli altri colori come una sorta di velatura perlacea, il bianco si collega alla simbologia della perla, intesa come qualcosa di prezioso nascosto nell’oscurità, come la vera perla è celata nell’ostrica. In questo caso la perla potrebbe diventare la metafora del lavoro interiore che si sta facendo.

“ … il tempo ha un colore di notte …” F.G.Lorca

NERO => la notte. E’ l’assenza di luce, la riduzione assoluta. E’ il colore di Saturno, dio dell’implacabile scorrere del tempo. E’ il colore del lutto e della morte, del mistero. Parla di vuoto e del caos primordiale.

Le tenebre, l’oscurità delle origini mitiche, si possono paragonare alla nera sostanza priva di forma da cui gli alchimisti cominciavano il loro lavoro. Essi consideravano l’annerimento di questa oscura materia come un segno che il processo di trasformazione era iniziato. Questa fase veniva chiamata “nigredo”; era un periodo di profondo cambiamento, in cui gli sviluppi avvenivano senza essere visibili.

Così il nero può simboleggiare gli oscuri inizi di ogni processo.

L’assenza di luce nel colore, inoltre, suggerisce la fine di sentimenti, azioni, emozioni, la morte come cessazione di ogni cosa. In questa visione il nero si associa all’invisibile, all’inconoscibile come la faccia nascosta della luna, simbolo dell’inconscio.

Il nero indica spesso la perdita di coscienza, lo svenimento, il rifiuto dell’Io come luogo di consapevolezza, fenomeno questo che spaventa molto gli uomini.

Nella nostra cultura indica la malinconia e la depressione; espressioni come “essere di umore nero” o “vedere tutto nero” evidenziano questi stati mentali.

Il nero rappresenta anche l’antitesi a tutto ciò che è prassi costituita, modello di riferimento di vita attuale. Perciò con il nero si esprime la voglia di fuggire dalle convenzioni sociali o dagli stili di vita proposti dalla società, come nella cultura punk o dark i cui membri vestono di nero.

Ma l’ambiguità di questo colore non si ferma qui. Esso si associa anche a esperienze ed emozioni completamente diverse.

E’ il colore della solennità, dell’eleganza e della seduzione. Evoca anche il mistero dell’utero da cui nasce la vita,la terra fertile e profonda origine di tutte le cose, l’illimitata creatività dell’inconscio o il richiamo all’ignoto.

Esso, quindi, può assumere anche la potenza del fondo scuro che dà ricchezza e profondità a ogni personalità, così come il fondo nero di molti dipinti serve a far risaltare gli altri colori.

E’ dunque importante capire il tipo di risonanza intima generata da questo colore non colore. Diviene in questo caso molto importante studiare la sequenza del colore ne tempo.

I colori e le forme dei nostri Mandala ci danno l’opportunità di elaborare le nostre emozioni dando forma alla nostra comprensione. Se, ad esempio, il nero simboleggia per noi la morte o la depressione, ecco che abbiamo a disposizione un vocabolario con cui lavorare. Il Mandala fa da contenitore per un dialogo non razionale tra il nostro buio e la nostra luce interiori. Se permettiamo ai Mandala di dispiegarsi completamente, all’inizio potremmo ottenere forme stridenti; ma continuando i colori cambieranno le forme si disporranno in un’armonia nuova, oppure cambierà il nostro giudizio.

Con il cambiamento delle forme e dei colori potremmo scoprire che è avvenuto anche un cambiamento dentro di noi. Dove all’inizio vedevamo solo bruttezza , ora forse possiamo intravedere l’inizio di una nuova armonia.

I contrasti di luce e di buio all’interno del Mandala possono creare un luogo per la soluzione dei nostri conflitti e quelli che prima erano sentiti come conflitti insanabili, potrebbero ora rivelare una strana completezza. L’immaginazione ci farà andare più in profondità di quanto possano fare le parole.

Il colore nel Mandala (IV parte) … Arancione e Viola

Standard

ARANCIONE => il fuoco mitigato. L’arancione è il colore dell’equinozio d’autunno, del tramonto, delle zucche e delle foglie autunnali.

Esso evoca l’energia che si è allontanata di un solo passo dalla fonte originaria (il rosso). Se pensiamo al rosso come energia grezza, l’arancione potrebbe rappresentare l’energia temperata dal giallo dell’intuizione, della comprensione e del pensiero. L’arancione è il fuoco mantenuto entro confini sicuri, come il falò attorno a cui si raduna un gruppo per narrare storie nelle sere invernali.

Il colore arancione nasce dall’unione del giallo (la figura paterna, la forza) con il rosso (l’energia).

Per tutti questi motivi la presenza di questo colore nel vostro Mandala potrebbe indicare volontà di riuscita, un buon senso di identità, un modo positivo di porsi nei confronti della vita.

L’arancione è il colore dell’estroversione: caldo, gioioso, piacevole. Esprime fisicità ed emozionalità orientate al compimento, al  movimento e alla creazione.

Tuttavia se diviene predominante nei vostri disegni arrivando a schiacciare tutti gli altri colori, potrebbe evidenziare un rapporto conflittuale con il potere, un atteggiamento ostile verso l’autorità oppure mancanza di autodisciplina.

In natura, l’arancione è anche il colore del sole al tramonto che con la sua tonalità calda alimenta quella vaga malinconia che accompagna il termine della giornata.

Contrariamente alla sua brillantezza, quindi, potrebbe assumere un significato intimistico: la fine di un ciclo, la tristezza dettata da un addio.

VIOLA => la trasformazione. Il viola rappresenta un colore particolare nel simbolismo mandalico. Esso nasce dall’unione del rosso con il blu, due colori che generano tendenze opposto nell’organismo.

Il primo suggerisce l’attivazione verso l’esterno, l’eccitazione, l’aggressività, l’energia da utilizzare per raggiungere gli obiettivi.

Il secondo evoca la quiete, la sedazione degli istinti, la ricerca del riposo, della vita pacifica, della riflessione interna.

Il rosso, come abbiamo visto, è il colore che rappresenta il maschile, mentre il blu è associato al femminile, il valore del viola consiste nell’unire queste due polarità.

Possiamo capirne meglio il significato se pensiamo al rosso come energia in azione e al blu come ricerca interiore; in questa accezione il viola evoca la spiritualità, il magico. Il viola oltrepassa il confine dell’azione per entrare in un territorio fatto di pensiero, di elevazione, di mistero; significa metamorfosi, sconfinamento in un altro mondo, dove esistono valori spirituali diversi.

Per questo il viola è caratteristico dei momenti di transizione in cui vi è la ricerca costante di un cambiamento, di un nuovo stato, di nuovi equilibri.

Il viola è dunque il colore della trasformazione, spesso sofferta, ma anche della creazione.

_______________________________________________________________________________________________________

Ricordo, ancora una volta, che questi articoli sul significato dei colori vogliono essere solo un suggerimento di lettura. Solo dentro di voi è racchiusa la risposta e la direzione da prendere! Ascoltatevi e lasciate che il senso affiori a poco a poco ….

Il colore nel Mandala (III parte) .. Giallo, Verde

Standard

” … sei venuta tu, o luce della luce, a dar chiarore alla luce….” R.Tagore

Giallo => la capacità di comprendere. Il giallo è il colore del sole; Goethe vede nel giallo il colore più vicino alla luce. Forse a causa dell’associazione con il sole, la nostra massima sorgente di luce, il giallo è diventato il simbolo della capacità di “vedere”, di comprendere. Evoca l’oro della coscienza che eleva l’uomo al di sopra dell’istinto e lo mette in grado di pensare, progettare e immaginare cose invisibili all’occhio.

L’aspetto fenomenologico più evidente della luce è l’irraggiamento: uscendo dalla sua sorgente la luce si irradia in tutte le direzioni. Max Luscher attribuisce al giallo il carattere fondamentale di liberazione, sblocco, libertà di sfogo e ritiene che la propensione per questo colore esprima “la speranza o l’attesa di una maggiore felicità”

Gli psicologi junghiani ritengono che il giallo simboleggi la capacità di ricavare un modello significante da una molteplicità di fatti e di impressioni sparse; chiamano questa capacità “intuizione” una delle quattro funzioni psicologiche. Il giallo corrisponde all’insight, alla presa di coscienza chiarificatrice, esso coincide al conscio che sgorga dal Sé, che ne costituisce la rivelazione, che ce ne consente l’esperienza.

In tantissime religioni il giallo è legato alla figura del padre celeste, del protettore della specie umana, inteso come fonte di luce, di vita e quindi anche di sapienza e conoscenza.

In questo senso il giallo indica il principio attivo e creativo associato al maschile. Nei Mandala compare spesso come simbolo della figura paterna, vista come protettrice della vita e aiuto all’evoluzione del bambino verso lo stato adulto. Nei Mandala di una donna il giallo può indicare l’animus e per estensione il rapporto con l’altro sesso.

Per entrambi i sessi il giallo è collegato allo sviluppo dell’autonomia. La comparsa del giallo nei vostri Mandala potrebbe annunciare un nuovo capitolo della vostra vita.

Ma il giallo è anche il colore dell’amicizia, della disponibilità verso gli altri, della voglia di avventurarsi nel mondo con energia e motivazione per realizzare i propri progetti.

Oppure può essere la dimostrazione che cercate il cambiamento solo per il cambiamento e che dovete trovare l’equilibrio che solo una scelta calma e ponderata può portarvi. Può darsi che abbiate bisogno di ristorarvi nell’amicizia di veri amici.

Può darsi che il giallo nei vostri Mandala rappresenti il vostro oro. In che senso? L’oro è simbolo di ricchezza e, nella maggior parte dei Mandala, la ricchezza è quella spirituale, l’oro cercato dagli alchimisti.

L’inconscio usa a volte l’immagine dell’oro per ricordarci che tutti abbiamo in noi il potenziale della totalità, l’archetipo del Sé.

” .. questa è la forza della superiorità: trovare l’esempio in se stessa… Confucio

VERDE => la natura. Il verde è il colore della natura, dell’armonia della vegetazione, del rinnovarsi del ciclo di vita. Rappresenta l’albero dalle forti radici, saldo immutabile, che sfida le intemperie e le stagioni attraverso i secoli. Ricorda il rinnovamento ciclico del mondo che muore e poi rinasce con la primavera.

Dal punto di vista simbolico la dimensione verde, vegetativa corrisponde al fondamento biologico della psiche: è il basamento solido, lo zoccolo materiale su cui si edifica l’identità personale.

Luscher attribuisce al verde significati che sono strettamente connessi con questo aspetto di basamento dell’identità, di zoccolo solido e stabile della nostra personalità “trasmette un senso di stabilità, solidità perseveranza e costanza e quanto più blu scuro viene aggiunto al verde, tanto più solido, duro e resistente risulta l’effetto psicologico di questo colore”.

La sua energia non è rivolta verso l’esterno, come nel caso del rosso o del giallo, ma verso l’interno, con emozioni vissute come proprie e non comunicabili.

Scrive Kandinskij: “ la passività è la caratteristica più caratteristica del verde assoluto”, dove passività sta per staticità, riflessione interiore e non assenza di energia; “rappresenta l’Io o l’atteggiamento di autoriferimento dell’uomo e le varie tonalità di verde mostrano i vari tipi di atteggiamento verso se stessi” (Luscher)

Rappresenta i valori immutabili, le regole di vita che accompagnano l’individuo nella sua esistenza. Cromaticamente, infatti, è frutto dell’unione del padre (giallo) con la madre (blu), le prime persone che dettano le regole comportamentali e trasmettono i valori della società nella quale ci si muove.

Per la presenza del concetto di aiuto psicologico e nutrizionale, il verde appare predominante nei Mandala di persone che lavorano nel campo delle professioni d’aiuto: medici, infermieri, assistenti sociali. Joan Kellog, una grandissima arteterapeuta americana scomparsa nel 2002, ritiene che il verde nei Mandala rifletta la “capacità di generare, nutrire e proteggere”. Indica la capacità di prendersi cura di se stessi e di offrire appoggio agli altri.

Troppo verde nel vostro disegno potrebbe farci addentrare nei territori d’ombra di questo colore, indicando sia un atteggiamento difensivo dell’Io, arroccato in una posizione di rigidità auto protettiva “ auto segregazione dal mondo, egocentrismo difensivo, freddo distacco” (Luscher); sia un controllo dei genitori interiorizzati, a spese della propria autonomia, oppure una tendenza all’attenzione soffocante e all’iperprotezione.

Forse il modo migliore per pensare al verde è considerarlo il simbolo della Madre Natura. Questa figura mitica sopravvive nel pensiero moderno come vestigia dei tempi in cui la vita era un miracolo da venerare. Il verde che compare nei vostri Mandala può farvi ricordare il potere della vita di creare, guarire e rinnovarsi. Riconoscendo questo potere, forse anche voi vi scoprirete le grandi potenzialità ,che ciascuno di noi possiede, di “creare” la propria vita.

Il colore nel Mandala (II parte) .. Rosso, Azzuro, Blu

Standard

La percezione di un colore, che avviene quando una banda di onde elettromagnetiche colpisce la retina, evoca una certa risposta specifica e complessa a livello fisiologico, posturale, motorio oltre che affettivo e psicologico.

Max Luscher, psicologo, psichiatra e filosofo svizzero, sostiene che nel vedere un colore non percepiamo solo una gamma di vibrazioni ma anche “ne viviamo, per lo più inconsciamente, l’effetto emotivo determinabile con precisione”. Sempre secondo Luscher, il colore evoca risposte sensoriali e affettive a carattere universale.

Jung sosteneva che i sentimenti si esprimono attraverso i colori e che la totalità dei colori esprime la totalità psichica.

“Le e mozioni prendono forma grazie ai colori che, in assoluta libertà, scegliamo per dar voce alle sensazioni che stiamo provando. Riscopriamo la gioia di fare come i bambini, e il piacere è assicurato….”

Passiamo ora ad una carellata sul significato dei vari colori ricordando che questi sono soltanto spunti per la lettura del vostro Mandala, in ultima analisi soltanto voi potrete trovare la chiave per arrivare a com-prendere quello che vi vuole dire.

“sta in agguato un drago purpureo. Nell’abisso del suo sguardo…” F.Nietzsche

ROSSO => la vita e la morte. Il rosso è da sempre considerato un colore sacro. Nella storia dell’umanità lo ritroviamo come colore dominante nelle cerimonie di iniziazione, in quelle magiche e nei riti degli sciamani e dei guaritori. Rosso come colore mistico e guaritore, dunque, perché è il colore del sangue che scorre fluido nell’uomo pieno di forza e di vita; ma anche simbolo della guerra e della sua forza distruttrice.

Ma il rosso è anche il colore del fuoco, caldo e ristoratore. Quest’ultima è un’immagine ritenuta sacra nei Mandala tibetani. Il Mandala dell’iniziatico è circondato da un cerchio di fuoco che sancisce la separazione tra la realtà terrena e il percorso spirituale che la figura evoca nel discepolo. Il cerchio di fuoco segnala l’inizio del viaggio e l’ardere dell’ignoranza, dei concetti errati e dell’egoismo

La presenza del rosso nei Mandala può avere valenza diversa. Può essere vista come energia vitale, come il soffio della vita che permette all’individuo di crescere, oppure può assumere un valore distruttivo. In questo caso bisogna fare attenzione se tale sentimento trovi espressione nella realtà (localizzata nella parte alta del Mandala) o se riposi come un vulcano quiescente ma pronto ad eruttare da un momento all’altro.

Il significato da attribuire al colore emerge dalle libere associazioni effettuate nella fase di esplorazione del disegno o dalla forma che il rosso assume. Provate a chiedervi se sia il colore a predominare sulla forma e se la forma si serva del colore per esprimere le sensazioni. Se nella realizzazione del disegno il colore è stato steso prima della forma la vostra aggressività si dimostra molto fluttuante. Ancora più evidente quando non vi è forma e il colore domina assoluto. E’ importante quindi vedere lo sviluppo di questa aggressività nell’arco di una serie di Mandala. Esaminate l’evoluzione di questo colore: è in espansione oppure in flessione? Predomina sempre sulla forma o è ingabbiata, circoscritta in significati razionali? E ancora: a cosa è stato associato nella classificazione di ciascun Mandala?

Sono questi dati preziosi che vi aiuteranno a comprendere meglio il significato e lo sviluppo delle emozioni associate all’uso del colore.

Nei Mandala una presenza equilibrata di rosso rappresenta l’energia necessaria per affrontare la vita, gli eventuali ostacoli, trasformandosi al momento giusto in spinta a crescere, a superare le difficoltà.

Se è significativa  una certa presenza di rosso nei vostri Mandala, è altrettanto significativa un’assenza costante di questo colore.

Bandire un colore dalla propria produzione è sempre sintomatico di un senso di disagio. Nel caso del rosso può dimostrare paura dell’aggressività propria o altrui. Quanto più lunga è l’assenza del rosso in una serie temporale, tanto più la cosa assume importanza. Che cosa si cerca di nascondere? C’è qualche episodio che ha scatenato il ritiro di questo colore?

Provate a disegnare un Mandala che contenga molto rosso, classificatelo ed esploratene i contenuti, vi aiuterà a comprendere i vostri problemi e a riflettere sulle possibili soluzioni. Perché la consapevolezza del proprio disagio è il primo passo che porta al suo superamento.

“forse, perchè della fatal quiete tu se’ l’imago, a me si cara vieni o Sera …” Ugo Foscolo

AZZURRO, BLU => L’anima. Il blu rappresenta la calma, la quiete, il riposo. Studi sugli effetti fisiologici del colore hanno infatti accertato che l’esposizione continua a questa tonalità di colore ha un effetto rilassante sul sistema nervoso centrale. La pressione arteriosa, la frequenza del polso e del respiro si riducono, mentre il meccanismo di rigenerazione lavora per caricare l’organismo. Dinanzi a questo colore il corpo si prepara a rilassarsi e a riprendersi.

Kandinskij affermava che questo colore gli evocava “un grande movimento concentrico”. Il blu, infatti, soprattutto quando è scuro, produce un effetto di armonia e di sicurezza. Ricorda la quiete del paesaggio poco prima della notte quando, venuta ormai meno la luce arancione del tramonto, tutti gli oggetti si immergono in una dominante bluastra che li uniforma e li acquieta.

Il colore Blu quindi simboleggia l’eternità senza tempo e l’armonia nel suo fluire, ma è anche il colore del cielo , nelle sue sfumature che vanno dall’azzurro intenso al blu profondo, e il colore del mare, del maestoso oceano, dell’acqua dei grandi laghi.

E come simbolo dell’acqua ci ricorda che l’acqua pulisce, nutre, rinfresca e trasforma le sostanze dissolvendole.

Vi è qualcosa di mistico e di magico in questo colore. Il blu assume, in tutte le culture, un profondo significato religioso. Il blu della natura, dunque, ci parla di realtà grandi e inconoscibili per la nostra realtà umana, ci suggerisce, come dice lo stesso Jung “altezza e profondità” delle cose, ci induce alla tranquillità interiore del rapporto con l’essenza divina evocatrice di conoscenza e di pace dei sensi.

Anche nei Mandala tibetani la presenza del blu è legata ad una situazione spirituale in cui il turbinio delle passioni è trasceso e dove resta solo la chiara luce immobile della coscienza.

Quando il blu diviene colore predominante vi è una necessità di tranquillità emotiva, di pace, di armonia e di gioia o un bisogno fisiologico di riposo. Chiunque lasci dominare i propri disegni dal blu desidera un ambiente calmo e ordinato, libero da fastidi e disturbi, in cui gli eventi si muovano e si sviluppino dolcemente lungo linee più o meno tradizionali; un ambiente in cui i rapporti con gli altri siano tranquilli e liberi da contese.

Ma le infinite gradazioni di questo colore evocano anche un viaggio all’interno di se stessi, fino alle origini della propria esistenza. I primi mesi di vita si compiono all’interno dell’utero materno, immersi in un liquido salino e cullati dal dondolio ritmico dei movimenti di chi ci porta in grembo. Sarà per questo che il mare con il suo costante rullio delle onde ci attrae inesorabilmente: esso rievoca le sensazioni prenatali, quando i rumori del mondo ci arrivavano mitigati dal liquido in cui eravamo immersi.

Forse è proprio in onore di questo ricordo che in molte culture l’azzurro è associato alle rappresentazioni materne. Anche nei mandala questo colore indica spesso la maternità ma, mentre l’azzurro sembra evocare l’immagine di una nutrice amorevole, il blu soprattutto molto scuro, rimanda l’immagine di una madre opprimente e soffocante.

Nei Mandala femminili l’azzurro può evidenziare un buon rapporto con il concetto di maternità, mentre il blu scuro ci parla di ansie, paure, timori legati alla procreazione.

Nei Mandala maschili invece il blu scuro, soprattutto se associato ad una totale mancanza di rosso, è associato alla passività.

Pace interiore, dunque, o inquietudine? Passività o attiva ricerca di una dimensione mistica che innalzi il nostro pensiero a vette più alte? Sta a voi trovare il giusto significato.

Guardate i colori che accompagnano il blu nei vostri Mandala; riflettete sulle proporzioni che questo colore assume rispetto agli altri.

Considerate la posizione che occupa nel disegno. Il blu appare nella parte del Mandala che rappresenta la coscienza o in quella dei sentimenti  e delle emozioni più profonde?

Sulla scorta di questi dati riflettete sul significato che esso può assumere e cercate la soluzione dentro di voi, nella vostra storia, nel vostro vissuto.

Il Mandala è il canovaccio da seguire, ma la risposta dipenderà dalla capacità di essere sinceri con voi stessi.

(continua …)

Il colore nel Mandala (I parte)

Standard

“Amicizia” – Tecnica mista – Gabriella Costa

Il colore nel Mandala esprime i pensieri, le emozioni e le intuizioni più intime di chi lo disegna. La scelta non è mai casuale, ma personale.

Analizzare il significato dei colori dei vostri Mandala vi aiuterà a com-prendere i messaggi dell’inconscio.

Alcuni colori possono avere un significato ovvio, facilmente intuibile. Altri possono resistere all’intuizione. Inoltre possono presentare strati diversi di significati, ognuno dei quali vi parla in modo diverso. Oppure lo stesso colore può dirvi cose diverse ogni volta che lo usate.

“La tendenza dominante del colore deve essere quella di servire al meglio possibile l’espressione. Io metto i miei toni senza partito preso. Se di primo acchito , e magari senza che io ne sia stato cosciente, un tono mi ha sedotto o attirato, mi accorgerò il più delle volte, a quadro finito, di aver rispettato quel tono mentre ho progressivamente modificato e trasformato tutti gli altri. Il lato espressivo dei colori mi si impone in modo puramente istintivo…” Henri Matisse

Ciò nonostante, può essere tracciata una guida di massima per la lettura dei colori del nostro Mandala, poiché anche se il significato attribuito non è sempre uguale in tutti i contesti simbolici, ci sono analogie comuni.

Secoli di esperienze con i Mandala compiute da studiosi orientali e occidentali hanno dunque permesso di approntare delle “regole di lettura” dei colori che tengono conto sia dei colori in sé che dello spazio fisico che essi occupano all’interno del disegno.

Tuttavia le regole ermeneutiche e le associazioni di colori che presenterò nella seconda parte di questo post hanno solo lo scopo di stimolare la com-prensione dei simbolismo alla base del vostro disegno per affinare e invitare alla ricerca personale.

Pertanto dopo aver completato il vostro Mandala, scorrendo le caratteristiche dei singoli colori, potrete delineare un primo profilo del messaggio contenuto nel diagramma; sarà il canovaccio sul quale approfondire le tematiche espresse.

Ricordate, comunque, che solo l’esperienza diretta vi porterà alla com-prensione approfondita di questa produzione dell’inconscio. All’inizio forse troverete qualche difficoltà, ma con il tempo  vi sorprenderete a leggere con chiarezza i significati più reconditi dei vostri Mandala.

Prima di passare ad esaminare i colori, vorrei dare qualche indicazione sulla loro collocazione all’interno di un Mandala.

Osservate un vostro Mandala: che colore occupa il centro? Il colore centrale esprime la cosa più importante per voi in questo momento .

Che colore avete usato per il cerchio esterno? E’ un’indicazione dell’immagine che presentate al mondo esterno. In linea generale il cerchio esterno rappresenta i confini dell’Io, l’ideale separazione tra mondo esterno e mondo interno.

Paragonando l’interno del cerchio al quadrante di un orologio, i colori e le forme poste in alto, sulle ore “dodici”, rappresentano lo stato d’animo attuale, la visione cosciente del mondo delle cose, in contrapposizione diretta con quelli delle ore “sei” che indicano la parte inconscia dei nostri sentimenti.

I colori in posizione centrale, invece esprimono, sensazioni, emozioni e idee in procinto, almeno potenzialmente, di diventare coscienti ma che al momento sono appena percepite. E’ questa la parte di noi da esplorare e sulla quale lavorare perché possiede tutte le potenzialità del divenire, tutte le risorse in essere ma ancora imbrigliate nelle ferree leggi dell’inconscio.

Anche l’intensità del colore ha la sua importanza. Ci sono zone con colori particolarmente marcati o particolarmente tenui? Un colore molto marcato accentua la sua simbologia e può rilevare una forte emozione in atto. Colori tenuti rivelano incertezza ed esitazione: un momento di stanchezza o di sfiducia e di ripiegamento in se stessi???

Esiste un colore predominante? La preponderanza di una tinta rispetta da un’altra evidenzia un’attenzione quasi selettiva verso un aspetto della vita. Può rappresentare un’emozione, un pensiero ad alta energia che, in quel preciso momento, è al centro della vostra esistenza. Ancora una volta chiedetevi che posto occupa, seguendo la regola dell’orologio. Saprete così se vi è consapevolezza di questa emozione e se è possibile, al momento farla affiorare a livello di coscienza per lavorarci sopra.

Ricordate comunque che un solo Mandala non basta, la produzione deve essere continua, poiché l’uomo è come un fiume che scorre non è mai lo stesso nel tempo . Come l’acqua anche la vostra energia psichica scorre in un continuo divenire. Imparare a tenere un diario dei vari Mandala vi aiuterà a capire l’evoluzione dei vostri pensieri e della vostra psiche, cogliendone il divenire, i momenti di stallo e le possibili soluzioni che emergeranno dal vostro centro.

L’importante è che il movimento sia costante. Una varietà di colori è segno che la vostra vita scorre nella vostra “anima”. Sarà un’esperienza utile e interessante che vi permetterà non solo di com-prendervi al meglio ma anche di trovare, da soli, soluzioni e strade per la vostra esistenza.

Dal Mal-Essere al Ben-Essere attraverso la via del Mandala ….

Standard

L’equilibrio tra corpo, mente e mondo esterno consente di mantenere uno stato di benessere e allontanare molti disagi che costellano la nostra esistenza.

La dimensione del Ben-Essere è la ricerca e il mantenimento di un equilibrio che si viene a stabilire tra le funzioni somatiche, psichiche e relazionali del singolo. Questo equilibrio è la condizione base e può essere alterato dagli eventi della vita.

Il Mal-Essere può manifestarsi in caso di patologie, somatiche ,organiche o psicosomatiche e, in condizioni più generalizzate, di insoddisfazione, vulnerabilità, insicurezza, irritabilità, inefficienza, abbassamento dell’autostima, fastidio nei confronti delle normali situazioni di vita e nelle relazioni con gli altri, paura del giudizio negativo, confusione, fino ad arrivare a una progressiva perdita di interesse nei confronti della vita stessa.

Tutto ciò è associato e amplificato ad uno stile di vita frettoloso, imposto dalla società odierna, caratterizzato dalla sensazione di dover fare sempre tutto di corsa, in perenne affanno per soddisfare velocemente i bisogni. Le conseguenze sono stanchezza cronica,perdita di motivazione e del senso del proprio valore.

Il primo passo per uscire fuori da questo loop consiste nel riconoscere il proprio disagio e diventare consapevoli del proprio stile di vita.

L’autoconsapevolezza permette la progressiva trasformazione del proprio stile di vita, causa e frutto del malessere. A tale proposito, si possono utilizzare una serie di tecniche integrate tra loro e centrate sulla consapevolezza e sull’espressione della creatività tra queste c’è la creazione e colorazione del Mandala.

Oggi il Mandala viene usato come intervento anti-stress: favorisce la calma, la concentrazione e permette di controllare ansie e paure.

Prepararsi a disegnare o colorare un Mandala significa ritagliarsi uno spazio per sé, sottraendolo alla produttività misurabile.

Se c’è la predisposizione ad ascoltarsi veramente il mandala può trasformarsi nello specchio in cui leggere gli aspetti più profondi di noi stessi.

Il Mandala aiuta anche a sviluppare la capacità di accettare sé e gli altri. E’ uno strumento che permette di osservarsi sospendendo il giudizio, cercando di comprendere ciò che emerge dal nostro interno e di seguire il messaggio e le indicazioni che , attraverso il Mandala, l’anima trasmette.

La realizzazione e la colorazione di strutture mandaliche favorisce anche la scoperta e il rafforzamento di quelle risorse e potenzialità personali necessarie a vivere bene sapendo affrontare di volta i volta le varie situazione della vita.

L’impiego del Mandala è orientato verso la scoperta e individuazione di risorse e potenzialità che, già presenti in ciascun individuo, non hanno però la capacità di emergere e di essere utilizzate.

E’ attraverso il Mandala che la direzione delle energie individuali, generalmente rivolte contro se stessi, possono essere trasformate positivamente a proprio favore. IN un approccio di tipo globale che coinvolge corpo e mente, il fine ultimo è quello dell’autorealizzazione e dello sviluppo del proprio potenziale attraverso la “ristrutturazione” della propria personalità intorno al proprio centro.

Il proposito è quello di collaborare con il naturale processo di evoluzione dell’individuo, promuovendo e armonizzando l’integrazione della personalità con il Sé. In questo modo l’individuo è portato ad una maggiore conoscenza del proprio modo di essere e quindi a scoprire la propria natura per poi utilizzarla in modo efficace nella quotidianità.

Infine, lo scopo del Mandala è creare un’armonia interiore, in modo che la persona possa porsi nei confronti dell’esterno con maggior altruismo, chiarezza, compassione e gioia, consapevole di essere solo una parte di una più ampia corrent

Dentro il recinto sacro

Standard

Il diagramma mandalico può avere svariate forme ed essere estremamente complesso. Ispirandoci a molti esempi di mandala possiamo stabilire uno schema base che possa stimolare la nostra creatività e nello stesso tempo farci prendere contatto con la parte più profonda di noi stessi.

Proviamo a riprodurre la figura all’inizio del post, è importante piuttosto che stamparla e colorarla riprodurla in modo da fare propri i segni e i simboli contenuti in essa.

Le quattro estensioni a croce del quadrato interno sono le porte di ingresso nella quadratura del campo mandalico; sono idealmente collocate nelle quattro direzioni cardinali e ciascuna di esse introduce ad un diverso campo d’azione simbolico.

La sezione del Nord corrisponde all’elemento Aria; la sezione del Sud all’elemento Terra; la sezione dell’Est all’elemento Fuoco; la sezione dell’Ovest all’elemento Acqua.

Il cerchio interno è contornato da una fascia piuttosto stretta, che ha una funzione catalizzatrice e purificatoria; in molti Mandala tradizionali essa è disegnata con fiamme, atte a bruciare ogni impurità prima dell’entrata nel sacrario centrale.

Dopo aver disegnato lo schema a matita, utilizzando squadra e compasso, cominciate a colorare il contorno esterno del Mandala; scegliete una tinta scura, che rappresenti una notte profonda, in cui si sono persi tutti i punti di riferimento ordinari: solo entrando nel mistero e nello sconosciuto possiamo ri-trovare un più alto livello percettivo re imparando ad ascoltarci.

Poi entrate nel cerchio e decorate lo spazio intorno all’edificio quadrato e alle porte; questo spazio simbolicamente è il “campo delle offerte”: lavorate in esso con devozione sgombrando la mente da tutto quello che può disturbare la vostra percezione.

Scegliendo una porta di ingresso, lasciate che la libera espressione pittorica vi guidi nel rispettivo campo simbolico, usando prevalentemente, il cromatismo più appropriato.

Il Nord predilige tinte leggere: celeste, bianco, indaco, violetto e piccoli tocchi di blu.

Il Sud si scalda in tinte corpose e decise: verde scuro, rosso scuro, amaranto e tutte le ombreggiature della scala dei bruni.

L’Est sprizza vitalità ed energia con il giallo, l’arancio e con screziature rosse brillanti.

L’Ovest scorre fluidamente in azzurri profondi, affiorando con il verde acqua.

Lavorando sentitevi anche connessi alla qualità simbolica che ogni settore esprime: nel Nord potete focalizzare l’immaginazione e le vostre astrazioni idealistiche;  nel Sud esprimerete le vostre emozioni viscerali; nell’Est sperimenterete la vitalità della vostra energia; nell’Ovest potete attivare la vostra capacità di percepire e di fluire.

Dopo aver dipinto una sezione, scegliete un’altra porta e proseguite il viaggio fino alla completa edificazione della pianta quadrata del “palazzo”. Esso contiene un sacrario interno, che è il campo tondo centrale, ma prima di penetrare in esso dovrete sottoporvi ad una sorta di iniziazione. La cintura che protegge il sacrario ha esattamente questo significato.

Fermatevi un attimo contemplate il disegno e meditate lasciando affiorare in superficie tutte le sensazioni che avete provato durante il “viaggio” fino a questo punto …. Lasciate che tutto scorra davanti ai vostri occhi non fermando alcuna immagine …. Poi improvvisamente, quando vi sentite pronti, liberate i colori in modo che le onde colorate fluttuino liberamente nello spazio interiore.

Il senso immaginativo dello sprigionamento dei colori è quello di un simbolico lavacro rituale; colorate la fascia rotonda con intrecci fantasiosi dei sette colori dell’arcobaleno.

Ora siete pronti ad entrare nel cuore pulsante del Mandala, qui lasciatevi trasportare dalla vostra intuizione dando vita a tutto quello che affiora nel “qui e ora”.